Terza, la passione fa a pugni con le spese
I 10mila euro per iniziare smorzano le nuove ambizioni: gironi ridotti da 37 a 31 squadre per i ripescaggi e le defezioni
Il comitato regionale, pur di preservare la Terza, ha deciso di tagliare un girone di Seconda con l’obiettivo - riuscito - di avere almeno 12 squadre nel raggruppamento più basso del calcio dilettantistico. Modena addirittura ha fatto meglio, perde sì formalmente un girone, ma organizza due pool da 16 e 15, rendendo bello, lungo e avvincente un campionato che ha sempre regalato emozioni. Ma la tutela federale di Paolo Braiati e l’azzardo del delegato geminiano, Vincenzo Credi, può soltanto tamponare un’emorragia di iscrizioni che a lungo andare rischia di essere drammatica.
Certo, nella stagione che va ad iniziare Modena se l’è cavata. Delle 37 squadre che formavano i tre raggruppamenti del 2013/14 ne sono sopravvissute 31. Il saldo è negativo ma solo perché a fronte di 4 retrocessioni dalla Seconda si registrano 7 promozioni tra campionati vinti, coppe e ripescaggi. Gli altri tre posti mancanti sono imputabili alla mancata iscrizione della Castelvetrese, l’assenza della San Marinese (fusione con la Fossolese) e la Soccer Correggese, tornata nel reggiano dove la situazione è assai precaria con appena 22 iscritte, salite a 24 grazie al “prestito” di due parmensi.
Completata la panoramica bisogna però iniziare a domandarsi il motivo di tanta disaffezione verso la Terza categoria o se vogliamo girare il quesito: perché sono così poche le nuove formazioni che vogliono affrontare un’avventura in Figc? Evitando paragoni inutili con gli enti di promozione sportiva, ma partendo dal presupposto che sempre più calciatori preferiscono calcare i campi durante la settimana, riservando la domenica ad altri interessi, allora potrebbe essere la componente economica a frenare le nuove società.
A tal riguardo proponiamo una simulazione di costi. Abbiamo escluso dal conteggio eventuali rimborsi spese dei giocatori, limitandoci ad un’attività minimalista. Partiamo dal primo costo fisso: l’iscrizione per cui chiedono 1900 euro entro metà luglio.
Per giocare serve quantomeno un gruppo di 22 calciatori a cui vanno aggiunti dirigenti e allenatore: altri 1200 euro tra cartellini e assicurazioni. Tutti ormai hanno poi un kit di rappresentanza (costa mediamente 70 euro cadauno e il totale, moltiplicato 25, fa 1750 euro) e sono obbligati - ci mancherebbe - ad effettuare una visita medica agonistica, che costa non meno di 40 euro, molto più spesso 50. Aggiungiamoci una trentina di palloni da allenamento (300 euro) e da gara (200 euro) e soprattutto gli affitti del campo (due allenamenti settimanali e una gara ogni 15 giorni). Perché se non hai la fortuna di gestire una struttura (salvo poi non avere a carico le spese di luce, acqua e gas) devi andare in affitto e così metti in preventivo almeno 3mila euro. I conti della serva sono presto fatti: 10mila euro totali per iniziare. Per tanti è una cifra impensabile soprattutto perché altre spese (ad esempio il commercialista che cura il bilancio di un’Asd) sono da mettere prima o poi a budget...
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