Cecilia riparte con un oro
Nuoto. La febbre non ferma la Camellini che vince i 100 dorso agli Europei
Da quale medaglia Cecilia Camellini avrebbe potuto ripartire, se non quella d’oro? Da quale gradino del podio, se non quello con il numero 1 stampato davanti? La plurititolata campionessa formiginese 22enne ha messo subito le cose in chiaro al rientro in una manifestazione internazionale, gli Europei di Eindhoven di nuoto paralimpico: prima gara, prima vittoria. La più forte è sempre lei, anche se la febbre – quasi 38° la sera prima di scendere in acqua – ha provato a complicare i piani resi già più ardui da un’assenza dai grandi palcoscenici di quasi due anni. A quelle imprese alla Paralimpiade di Londra con le quali ci aveva momentaneamente lasciato, ancora impresse nella memoria di una nazione i cui colori pochi atleti come lei hanno saputo portare così in alto, Cecilia ha voluto aggiungerne subito un’altra. Lo ha fatto con una gara – i 100 dorso categoria S11 (ciechi assoluti) - che a livello di intensità ed emozioni ha lasciato incollati a tribune e sedie tutti coloro che l’hanno seguita, chi dal vivo chi davanti al pc, per sobbalzare esaltati ed esultanti dopo 1 minuto e 23 secondi di adrenalina allo stato puro. La rivale di sempre, quella Daniela Schulte anche stavolta favorita alla vigilia, si è dovuta arrendere ad una rimonta da film, quasi Cecilia con le sue bracciate l’abbia voluta tenere ferma, dalla corsia accanto, per andare a prendersi l’oro al fotofinish: 1’23”32 contro l’1’23”84 della tedesca, 52 centesimi di differenza per celebrare non solo un rientro alle gare memorabile, ma anche una medaglia che mancava nella ricchissima bacheca dell’atleta di Casinalbo. Nonostante detenesse il record continentale sulla distanza (1’19”64, Berlino 2012), la Camellini non scendeva infatti in acqua da campionessa in carica, perché l’oro europeo a Berlino 2011 era andato alla Schulte. Copione inverso, questa volta, per una festa doppia. Le motivazioni, quelle sulle quali ha costruito la sua tesi di laurea in Psicologia pochi mesi fa, Cecilia ancora una volta ha saputo metterle in acqua come meglio non si potrebbe fare: «Ho fatto un ripasso veloce – ha scherzato dopo la gara – per vedere se riuscivo a ricreare ciò su cui mi sono concentrata per mesi all’università. Sinceramente non mi aspettavo la medaglia d’oro, anche perché tosse e febbre non mi danno tregua. Diciamo che è stata una bella sorpresa anche per me: ci ho provato e mi è andata più che bene». Al terzo posto l’ucraina Maryna Piddubna, che ha tolto la gioia del podio all’altra azzurra in gara, Martina Rabbolini. Ora un giorno di riposo per ricaricare le batterie – e provare a smaltire definitivamente la febbre – prima di scendere in acqua per difendere i titoli conquistati nel 2011 nei 50 e 100 stile libero: si parte domani con la distanza più breve, mentre sabato sarà la volta della vasca doppia.
Marco Costanzini
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