Un abbraccio speciale e cade la prima barriera
I genitori di Ciro Esposito consegnano la coppa Fair Play ai tifosi canarini Antonella Leardi: «Lo stadio deve essere gioia». Caliendo: «È soltanto l’inizio»
MODENA. Un gesto simbolico ma concreto. Mentre il Governo inasprisce le norme sui reati commessi in occasione delle partite e rende il Daspo uno spauracchio vero, c'è chi decide di fidarsi dei propri tifosi e abbatte un primo diaframma che da sempre divide chi gioca da chi guarda. Se poi a fare da testimone all'evento, facendosi ambasciatrice di chi davvero vuole voltare pagina, è Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, tifoso del Napoli drammaticamente ucciso negli scontri precedenti l'ultima finale di Coppa Italia a Roma, allora il peso della serata cambia e la caduta di una rete diventa quasi un evento. Insieme alla signora Antonella, anche il padre di Ciro, Giovanni. Tutto questo è andato in scena un'ora prima dell'amichevole tra Modena e Chievo, valida per la seconda edizione della Ghirlandina Cup. L'occasione giusta era rappresentata dalla consegna alla società gialloblù da parte del presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi, del premio Fair-play conquistato la scorsa stagione. Così il patron gialloblù Antonio Caliendo, cerimoniere della serata, ha potuto mettere un altro tassello al suo progetto di un totale abbattimento delle barriere al Braglia; in accordo con le autorità e la Questura è stata tolta la rete di protezione che davanti alla curva Montagnani riparava il campo dal lancio di oggetti e fungeva anche da para-palloni. La madre di Ciro Esposito ha mostrato, nel dramma, sempre una serenità fuori dal comune: «Essere qui a Modena in questa occasione, è importante per me per tenere vivo il ricordo di mio figlio. Ciro non può essere morto per nulla e quello che in questa serata si è voluto celebrare è un passo affinché questo possa accadere veramente. Questi fiori gialloblù che mi sono stati regalati – ha proseguito Antonella Leardi – li poterò sulla tomba di Ciro, portandogli così un pezzetto di questo stadio e di Modena». A fare eco le parole di Antonio Caliendo che della battaglia per la correttezza e lo stadio aperto ha fatto una bandiera: «Sin dall'inizio ho deciso di spendermi per questo obiettivo. Modena ha mostrato un profondo senso di civiltà e correttezza che il premio che abbiamo ricevuto testimonia in pieno. La rete che abbiamo tolto è un passo importante e sono felice per i nostri tifosi che hanno meritato il riconoscimento e ai quali stiamo restituendo la gioia di venire a vedere la partita restando al fianco della propria squadra del cuore. Sono orgoglioso della presenza qui al Braglia dei genitori di Ciro Esposito; a loro va la mia stima più totale perchè stanno portando avanti un messaggio di cambiamento e di miglioramento importantissimo».
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