Nuovo Carpi, ricetta antica Difesa e corsa: funziona
Anche la squadra di mister Castori costruita sulla formula Bonacini-Giuntoli Il pareggio di Livorno non fa primavera, ma è una grande iniezione di fiducia
E' partito con il piede giusto il nuovo Carpi di Castori. Il punto conquistato a Livorno fa classifica e morale. Infonde certezze accorciando le distanze con la piena confidenza del torneo. E' però ancora lontano dal dare una dimensione. In fondo, per uscire indenni dal Picchi son bastati i soliti, consueti elementi distintivi del Carpi targato Stefano Bonacini-Cristiano Giuntoli: una maniacale fase difensiva e una condizione atletica soverchiante. Con la prima ha anestetizzato il gioco del Livorno, con la seconda ha trovato forza e gamba per recuperare e per provare addirittura il colpaccio. Mister Castori non solo ha saputo interpretare la trama, ma ha anche ben riposto la propria fiducia. Il lancio di Aljaz Struna da titolare poteva sembrare un azzardo. Si è rivelata una mossa azzeccata. Sia per il rendimento dello sloveno che per quello di Letizia, che nel ruolo più avanzato ha potenzialità ancora inespresse. Attenzione però a non illudersi. Il punto di Livorno vale oro, ma sono varie le ragioni che suggeriscono prudenza. La prima riguarda l'avversario: menomato da alcune assenze e con una tenuta atletica inadeguata. Il Livorno non è quello visto sabato. Un sollievo, in onore ai luoghi comuni del calcio, averlo incontrato alla prima giornata. Il Carpi, invece, per nove undicesimi era lo stesso della passata stagione. Quindi rodato e soprattutto abituato da tempo ad affrontare le gare con un atteggiamento tattico improntato alle ripartenze. Normale che ne abbia tratto vantaggio al taglio del nastro. Tutta da verificare la tenuta della squadra in altri campi di battaglia, ossia quando saranno gli avversari ad aspettare nella propria metà campo. O quando, durante la stagione, la condizione fisica calerà e occorrerà aggrapparsi a tecnica e fantasia. L'esordio al Cabassi di domenica prossima, contro il Varese, potrebbe dare risposte in questa direzione anche se la squadra allenata da Stefano Bettinelli, in attesa di deroga per poter sedere da solo in panchina, in queste prime apparizioni stagionali ha cercato di imporre il proprio gioco, facendo leva sulla classe di Manuele Blasi e Leonida Neto Pereira , 69 anni in due.
Fabio Garagnani
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