Italia, Conte lancia Immobile e Giovinco
La probabile coppia d’attacco domani nel test di Bari contro l’Olanda. El Shaarawy: «Il ct grande motivatore come Inzaghi»
FIRENZE. Conte continua a fare le prove in attesa del debutto da ct domani a Bari nell'amichevole con l'Olanda ma soprattutto per la trasferta in Norvegia del 9 settembre valida per le qualificazioni europee. È un'Italia che dovrebbe schierarsi col 3-5-2, con Buffon fra i pali, Bonucci, Ranocchia e Astori in difesa, Candreva, Parolo, De Rossi, Marchisio e De Sciglio a centrocampo e in attacco la coppia Immobile-Giovinco. All'allenamento del pomeriggio, preceduto da un'altra lunga riunione con video e svolto a porte aperte per i primi 30', ha preso parte anche l'ultimo convocato, Fabio Quagliarella, chiamato al posto dell'infortunato Osvaldo. Acciaccato anche Chiellini che forse recupera per Oslo. Il ct ha testato schemi e fatto svolgere una partitella su campo ridotto 12 contro 12 davanti al team manager Oriali. Stamattina altro allenamento poi alle 15.30 la partenza con volo charter da Firenze per Bari.
Tra i protagonisti di queste prime ore di nuovo corso azzurro El Shaarawy. Tornato titolare al Milan, ha ritrovato anche la Nazionale. Rientra dopo una stagione tormentata seguita a quella esaltante di due anni fa con 14 gol in 19 gare. Secondo molti il rilancio è ‘merito’ dell'addio di Balotelli. «Vero che con il suo arrivo il Milan cambiò modo di giocare - ammette l'attaccante rossonero - la manovra doveva passare da lì e lui che accorciava, ma non me la sento di accusare nessuno del calo avuto, più mentale che tecnico. Quando si hanno 20 anni può capitare». A chi lo incalza chiedendogli se andando via Balotelli lui e il Milan non si siano tolti un peso risponde: «Vorrei concentrarmi su di me, non su un giocatore del Liverpool insieme al quale comunque abbiamo fatto buone cose, anche in Champions. Ripeto, non do colpe a nessuno dei problemi avuti e dei momenti duri, anche per il mancato Mondiale. È bello ora sentirsi bene, più carichi e maturi». Aggiunge di essersi sentito in questi giorni con l'ex compagno: «Mario mi ha fatto i complimenti per la prestazione con la Lazio e io gli ho fatto gli auguri per la nuova avventura, spero per lui che abbia fatto la scelta giusta, avrà avuto le sue ragioni. Atteggiamenti a parte sulle sue qualità non ci sono dubbi, per me è uno degli attaccanti più forti al mondo». Intanto però il neo ct non lo ha chiamato: «Conte è stato molto chiaro, nessuno che è qui deve sentirsi sicuro e chi non c'è non deve sentirsi escluso per sempre. Siamo tutti sullo stesso piano». El Shaarawy è rimasto colpito da Conte come da Inzaghi che scopre ora come tecnico ma col quale è stato compagno di squadra (non a caso lo chiama spesso Pippo): «Sono due allenatori molto simili, due motivatori, trasmettono al gruppo grande carica, ti entrano nel cuore e curano molto anche l'aspetto mentale e questo personalmente mi ha aiutato. Sento molta fiducia da parte loro, spero di ripagarli».
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