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L’Italia ha la fame di Conte «Si riparte da uomini veri»

di Rocco Coletti
L’Italia ha la fame di Conte «Si riparte da uomini veri»

L’orgoglio di De Rossi: «I giovani del gruppo hanno voglia di indossare l’azzurro» Dopo la vittoria sull’Olanda il mirino è sul primo match da tre punti in Novergia

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INVIATO A BARI. Qualcosa più di una sensazione. Con l’avvento in panchina di Antonio Conte, la Nazionale ha voltato pagina, in campo e fuori. E la partenza è stata apprezzata da tutti: 2-0 all’Olanda, terza al Mondiale, davanti a 50mila spettatori al San Nicola di Bari. E altri sette milioni e 744 mila erano davanti alla televisione.

SuperMario fuori dal coro. Non sarà più la nazionale di Mario Balotelli, sarà l’Italia di Conte in cui nessuno svetterà sugli altri perché il ct mette davanti a tutti lo spogliatoio. Vedere Ciro Immobile e Simone Zaza duettare e mettere in crisi la difesa olandese aumenta il rammarico per la spedizione brasiliana imperniata su un giocatore, Mario Balotelli per l’appunto, che difficilmente troverà spazio nell’Italia di Conte per caratteristiche tecniche e caratteriali. E poi, detto francamente, perché avere nostalgia di chi in campo cammina senza sfruttare il suo potenziale?

La sentenza dei veterani. Daniele De Rossi era stato duro alla fine del Mondiale, martedì notte al San Nicola ha ribadito il concetto: «Bisogna ripartire da uomini veri e da gente che ha voglia di sacrificarsi. Oggi (martedì sera, ndr) ero il più vecchio in campo, poi c’erano tanti giovani che avevano voglia di indossare questa maglia». Non fa nomi il romanista, ma a Mario Balotelli continuano a fischiare le orecchie.

Tanto per rendere l’idea, non potrà mai accadere che alla vigilia dei prossimi Europei del 2016, un giocatore di Conte porti in Francia l’anello da consegnare nel tempo libero alla fidanzata e poi annunciare il matrimonio su Facebook. Com’è avvenuto a Balotelli in Brasile.

I soldatini e Giaccherini. Anche ad Antonio Cassano, che aveva definito i giocatori di Conte alla Juventus dei “soldatini”, fischiano le orecchie. «Non voglio fare polemiche», ha detto Emanuele Giaccherini, uno dei fedelissimi del ct, «ma se questa è l’Italia dei soldatini, allora vanno bene i soldatini». La prima di Conte ha generato entusiasmo. Non solo per lo spessore della prestazione, soprattutto perché l’Italia veniva da tanti risultati negativi (una vittoria nelle ultime dieci gare prima del 2-0 del San Nicola) che è bastato un successo convincente per riprendere fiducia. Ma i problemi restano. Il livello del calcio italiano anche. Conte può dare una scossa, può portare un’organizzazione diversa e più efficace. Ma i giocatori sono quelli che sono. C’è poco da fare.

Verso Oslo. E all’orizzonte c’è la prima partita (di qualificazione agli Europei) con i tre punti in palio, martedì sera, contro la Norvegia. Tornerà capitan Buffon tra i pali; la difesa, composta da Ranocchia, Bonucci e Astori, dovrebbe essere confermata in blocco anche perché Chiellini non ce la farà a recuperare. Preoccupa anche la botta ricevuta da De Rossi che ha riportato una contusione al legamento collaterale del ginocchio sinistro con un piccolo ematoma. Non ci sarà Marchisio, squalificato, che ieri ha lasciato il ritiro di Coverciano. Potrebbero trovare spazio Candreva e Parolo. E lo stesso Verratti a maggior ragione se De Rossi non dovesse farcela. In avanti, Conte potrebbe confermare Immobile e Zaza. Ipotesi, per ora, anche perché Stephan El Shaarawy sta recuperando e potrebbe trovare spazio.

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