Sassuolo straripante a Casa Italia
Simone Zaza mattatore nella nazionale di Antonio Conte contro l’Olanda. Berardi fa sognare l’Under 21 di Di Biagio
Poco più di un quarto d’ora per mostrare tutto il proprio repertorio, procurandosi un rigore con annessa espulsione, lottando su ogni pallone, sgomitando con i difensori avversari, duettando a meraviglia con Ciro Immobile e procurandosi pure una buona occasione per segnare, oltre settanta minuti per entrare nel cuore dei 50mila spettatori del San Nicola di Bari e dei tifosi di tutto lo Stivale: Simone Zaza ha vissuto un debutto magico con la maglia della nazionale italiana. Prima convocazione da parte del neo ct azzurro Antonio Conte e subito una maglia da titolare nell’amichevole di lusso contro l’Olanda, terza ai Mondiali. Il risultato non era affatto scontato e a far sì che tutti ieri parlassero di Simone Zaza, non solo in Italia, ci ha pensato proprio l’attaccante 23enne di Policoro, sfruttando un trampolino di lancio così prestigioso per muovere un passo importante verso la consacrazione nel panorama calcistico nazionale.
«TERRÒ STRETTO L'AZZURRO»
Tutti a cercarlo a fine partita, dopo la standing ovation tributatagli dal San Nicola. Zaza, che in campo si era mosso come un veterano, non si è tirato indietro, raccontando tutte le emozioni provate: «Sono molto contento della prestazione personale e di squadra, l’affetto del pubblico mi ha lasciato senza parole. Ho conquistato un rigore, ma mi sono anche mangiato un gol… Il mio limite è fare gol difficili e sbagliare invece le occasioni più facili, ma lavoro ogni giorno con l’obiettivo di migliorarmi. Cosa mi ha detto Conte? Il mister ci ha martellato in allenamento con tanta tattica, dandoci consigli e spiegandoci la sua filosofia di gioco. A me aveva chiesto di mostrare quell’aggressività che a lui piace tanto: spero di aver dato le risposte che si attendeva, adesso farò di tutto per tenermi questa maglia addosso».
SASSUOLO, GLORIA E STORIA
Il magic moment di Zaza è anche un riconoscimento all’ottimo lavoro svolto dal Sassuolo: talenti costruiti in casa come Berardi ma anche lanciati in serie A e valorizzati come il bomber lucano. Meriti da spartire con Eusebio Di Francesco, che tanto dà a questi giocatori in termini di fiducia e minutaggio. La linea verde e azzurra del club neroverde è una filosofia che paga e ora insegna al calcio italiano, soprattutto a quelle big poco coraggiose e malate di esterofilia. Zaza, pagato 10 milioni, potrà essere della Juventus per 15 la prossima estate, per 20 quella successiva. Oltre alla plusvalenza, per il Sassuolo ci sarà sempre l’orgoglio di aver portato un giocatore in Nazionale, in attesa che tocchi a Berardi e, chissà, magari anche ad altri. E Zaza si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nella storia della società, dopo essere stato il primo neroverde a segnare (nel ko per 4-1 con il Livorno) e pure a regalare il primo punto al Sassuolo (1-1 a Napoli) in serie A.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
