Antonella... azzurra Serra Zanetti jr a caccia di talenti
Vive tutto l’anno a Tirrenia dove per la Federtennis segue le ragazze più promettenti: «Servono sacrifici»
Il tennis è cambiato. Lei no. Antonella sorride sempre, si arrabbia se Federer non vince (come la notte scorsa agli Us Open) e un domani sogna ad occhi aperti di poter insegnare a tennis alle sue nipoti: «Come lo zio di Nadal», scherza pensando alla sua avventura che nuova più non è ma che ogni giorno le regala nuove sfide da vincere.
Da ormai più di un anno è a Tirrenia dove la Federazione Italiana Tennis l’ha scelta per stare al fianco delle giocatrici più promettenti, per far crescere una nuova generazione di Errani, Vinci, Pennetta e Schiavone: «Detta così è un po’ forte - continua Antonella - ma il senso è quello. Far crescere il meglio del tennis che abbiamo oggi e portarlo a poter replicare grandi risultati. Va detto molto chiaramente, però, che serve tempo, pazienza e tanti sacrifici».
Come dire che le Errani non crescono sugli alberi: «Appunto. Tra una generazione e un’altra, che ci ha riportato alla ribalta nei tornei dello Slam e contemporaneamente ha vinto quattro volte la Federation Cup passerà tempo. Non è tutto automatico. Campionesse del genere non sono all’ordine del giorno. Ma proprio per questo la Federazione non ha voluto lasciare nulla al caso e sta mettendo a punto progetti di alto livello per poter trovare quanto di meglio il nostro tennis può offrire. E noi siamo il tramite, coloro che hanno il compito di provare a fare crescere queste ragazze. Ma non è facile, c’è la lontananza da casa, l’impegno».
Tempi diversi rispetto a quando Antonella giocava: «Il tennis è cambiato molto. Ora si gioca molto di più, ma allo stesso tempo è molto più difficile ottenere punti utili per entrare nel circuito che conta. Da addetta ai lavori penso che il livello medio del tennis si sia alzato, mentre quelle delle tenniste top sia un po’ calato. A parte Serena Williams, che fa storia a sè, le altre sono più giocabili rispetto a qualche anno. Quando giocavo io Hingis, Davenport, Henin, Mauresmo, Venus, Serena, Clijsters erano quasi ingiocabili. E ne ho nominate solo alcune».
Oltre alle migliori ragazze che tra i 16 e i 20 anni vivono a Tirrenia per provare a fare il grande salto, quest’anno Antonella ha seguito anche le under 14: «La sfida delle ragazze più giovani è sempre emozionante perchè le vedi crescere, condividi con loro le gioie e i dolori che le prime partite di alto livello riservano. Le seguiamo passo passo e proviamo a tirare fuori da loro il meglio che c’è. Molto duro è anche il lavoro di selezione: siamo presenti ovunque, con centri avanzati dislocati nel territorio, per poter davvero provare ad avere il meglio. Sarà quella l’annata delle future campionesse, perchè il cambio generazionale non potrà avvenire tanto in fretta».
Ma chi è la nuova Errani? Domanda quasi telefonata per Antonella: «La Giorgi ha un potenziale incredibile, penso possa proprio arrivare nelle prime dieci».
Dove vuole arrivare Antonella, invece, non si sa...: «Vivo questo ruolo e questo lavoro con grande impegno e responsabilità. Mi piace e metto tutta me stessa: la stagione è lunga, la preparazione invernale davvero complessa, ma se vogliamo dare un futuro al nostro tennis dobbiamo metterci in gioco tutti».
Davide Berti
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
