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Il Carpi si scatena e bombarda Varese

di Fabio Garagnani
Il Carpi si scatena e bombarda Varese

Lombardi avanti due volte, poi i biancorossi calano il poker

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CARPI. Se mister Castori voleva trovare un modo per avvicinare i carpigiani, ha scelto quello migliore. Carpi-Varese è un profluvio di gol, almeno tre di splendida fattura, e regala emozioni per tutti i novanta minuti. E a dispetto del risultato, e dell'altalena, è solo il Carpi a condurre le danze. Con più gamba, più gioco e più voglia di un avversario troppo impreciso, tenuto a galla solo da due invenzioni degli attaccanti. Sei gol al Cabassi mancavano dal 23 maggio 2010 (Carpi-Santarcangelo 6-0 nei play off della Serie D), mentre quattro di marca biancorossa non si vedevano dal 4 settembre 2011 (Carpi-Tritium 4-0 in Seconda divisione Lega Pro, pur giocata al Giglio). In avvio, il tecnico biancorosso, privo degli squalificati Di Gaudio e a Concas, conferma Pasciuti sulla destra del tridente offensivo, con Mbakogu in mezzo e la novità Inglese a sinistra. Tra i pali, Kelava è preferito a Gabriel. In casa Varese è piena emergenza in attacco. Le assenze di Forte, Miracoli e Lupoli, costringono Bettinelli a gettare nella mischia il nuovo arrivato Petkovic. A centrocampo, il dinamismo di Barberis è preferito al passo più compassato di Blasi. L'inizio di partita è scoppiettante. Il Carpi mantiene ritmi alti a metà campo e riesce a soffocare la manovra degli ospiti ma fatica a trovare varchi offensivi. Il Varese si affida invece alla qualità della sua coppia d'attacco che, giunta in possesso palla, tiene sempre in apprensione Romagnoli e compagni. E proprio con un capolavoro da cineteca di Petkovic, gli ospiti riescono a portarsi avanti: il croato prende palla al limite e semina avversari come birilli. Prima Poli, poi Romagnoli e infine Kelava. Quando Struna interviene in scivolata è ormai tardi. Il Carpi non si fa prendere dal panico. Reagisce con raziocinio, facendosi più volte pericoloso dalle parti di Bastianoni. La lista è lunga, ma l'unico a centrare il bersaglio è Gagliolo al 18'. L'estremo difensore varesino si distende e mette in corner. E' l'episodio sul quale il Carpi trova il pareggio: alla battuta va Bianco, la palla passa tra le gambe di Fiamozzi sul primo palo, sbuca improvvisamente dalle parti di Petkovic che la tocca con un braccio. L'arbitro fischia rigore. Realizza con sicurezza Mbakogu. Il pareggio galvanizza il Carpi che mette sotto pressione la difesa ospite. Penetra più volte sulle fasce ma non trova mai l'ultimo passaggio. Quando ci riesce, al 30' su corner, ci pensa Romagnoli a sprecare tutto a un solo metro dalla porta facendosi bloccare la sfera da Bastianoni. Al 41' a sorpresa sono però gli ospiti a passare, con un'altra perla di un loro attaccante. Questa volta è Neto Pereira ad arpionare in cielo il cross di Zecchin e ad inventare una parabola beffarda che supera il gigante Kelava spegnendosi nel sette. Con le squadre negli spogliatoi, il Cabassi saluta il nuotatore carpigiano Gregorio Paltrinieri, reduce dal trionfo degli Europei di Berlino: medaglia d'oro nei 1500 e negli 800 stile libero, con record europeo nella prima specialità. Avrebbe qualcosa da insegnare anche agli undici biancorossi, perché serve voglia di sacrificio per recuperare le forze e ribaltare il risultato. I padroni di casa dimostrano di non aver bisogno di ripetizioni. Entrano con spirito guerriero e nell'arco di due minuti invertono lo score. Pasciuti si inventa uomo assist prima per la testa di Poli e poi per l'incursione da sinistra di Gagliolo. Al 21' Lollo imita Petkovic, semina il panico al limite dell'area, penetra e scarica a rete. In un primo momento l'arbitro annulla per la posizione irregolare di Inglese, che però non tocca la palla. 4-2 e partita in ghiaccio, anche perché la timida reazione del Varese non riesce mai a centrare la porta. E' anzi Mbakogu a farsi vedere un paio di volte dalle parti di Bastianoni. Mister Castori non vuole però correre rischi. Inserisce ossigeno a centrocampo con Mbaye e Sabbione per mantenere il controllo della zona nevralgica del campo. Non che faccia molta fatica: il Varese è lento e prevedibile. Neppure l'ingresso di Blasi porta qualche giovamento.

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