Silvia Stopazzini si ferma soltanto a colpi di sfortuna
L’amazzone modenese ai World Equestrian Games: «I veterinari hanno stoppato il mio cavallo: gara in salita»
Un Mondiale sfortunato, ma un Mondiale che l’ha fatta crescere. Silvia Stopazzini dipinge così la sua esperienza, appena conclusa, al World Equestrian Games appena concluso in Francia. Una esperienza per pochi, che vale come la partecipazione alle Olimpiadi dell’equitazione. E lei, del volteggio, è una delle nuove regine azzurre.
Con la nazionale italiana, nella prova a squadre, è arrivata al sesto posto: «Abbiamo fallito il quinto posto sbagliando una delle tre prove, ma è stata una bellissima finale, e il solo fatto di esserci è stato motivo di grande orgoglio per tutte noi. Ci siamo allenate tanto duramente durante l’anno e con grandi sacrifici. Tutte lavoriamo, io anche distante da Monza dove tutti i fine settimana ci trovavamo per provare i nostri esercizi: sapere di essere la sesta squadra al mondo fa di noi un grande gruppo, e di questo siamo molto orgogliose».
Discorso diverso nella prova individuale, dove Silvia sapeva di essere l’outsider. E così è stata, ma dopo la prima giornata si è trasformata in outsider sfortunata a tal punto da non poter più fare la differenza: «Alle visite medico-veterinarie della vigilia hanno bocciato la partecipazione del mio cavallo, quello con il quale mi ero preparata tutta l’estate. È stata una mazzata tremenda anche perchè avevo soltanto due possibilità: rinunciare alla manifestazione, cosa impensabile visto che avevo avuto la possibilità di confrontarmi con le migliori al mondo nella manifestazione più importante, o chiedere in prestito un cavallo. Ho optato per questa seconda opzione, ma è chiaro che non era la stessa cosa. Fare esercizi di volteggio su un cavallo che non conosci non è il massimo, ci vuole feeling tra te e l’animale. Ho trovato questo cavallo svedese che mi ha comunque permesso di gareggiare e sono riuscita a difendermi anche senza riuscire ad entrare nella finalissima, che sarebbe stato il coronamento di un sogno. Al termine delle prime due giornate, con esercizi obbligatori e liberi, Silvia ha concluso al ventiduesimo posto, piazzamento che le vale comunque la possibilità di essere considerata tra le migliori al mondo. E lei, che di anni ne ha solo 21, un’idea sul futuro, per riscattarsi, ce l’ha molto chiara: «Il mio sogno è quello di avere un cavallo tutto mio per potermi allenare con continuità. Ho l’età giusta per poter pensare di partecipare ad altri due Equestrian Games e migliorare ancora. Spero che questo sia davvero solo l’inizio».
Davide Berti
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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