Carpi, una furia targata Castori
La squadra ha la grinta del mister, domina sulla corsa e non molla mai. È un inizio di stagione da incorniciare
Il Carpi non vuol smettere di stupire. Migliora se stesso (+3 dopo due giornate)e toglie di mezzo la sindrome Cabassi, che nella scorsa stagione era costata punti e dolori.
Per qualche ora, prima della vittoria del Perugia e grazie alla differenza reti, guida anche l'ammucchiata in vetta alla classifica. Vero: il campionato è lungo, ma è pur sempre meglio esser lì che nei bassifondi.
Stile Castori
Promossi tutti per ora. A partire dal tecnico Fabrizio Castori. Dice di non aver paura di nulla e la sua squadra lo segue. In due giornate ha avuto la forza, di gambe e di testa, di rimontare per ben tre volte situazioni di svantaggio.
Nella sua prima stagione di Serie B, il Carpi c'era riuscito solo all'undicesima giornata. E' un confronto che lascia stupefatti. E fa pensare di trovarsi di fronte all'ennesimo miracolo giuntoliano. La squadra macina abbondanti km in più degli avversari, verticalizza con facilità e sa centrare lo specchio.
Porcari, le spalle forti
E in due domeniche ha eletto protagonisti diversi: Raffaele Bianco e Aljaz Struna a Livorno, Lorenzo Lollo e Lorenzo Pasciuti contro il Varese.
Tutti quanti devono ringraziare il lavoro oscuro di Filippo Porcari, ai vertici nei match report delle palle recuperate.
La continuità paga
Non c'è dubbio che i biancorossi stiano capitalizzando al meglio l'amalgama di squadra. Hanno cambiato pochissimo rispetto alle concorrenti. I giocatori si conoscono a memoria e i meccanismi non sono poi troppo diversi da quelli di Stefano Vecchi e Bepi Pillon.
Ciononostante, ad altre realtà simili, vedi Brescia o lo stesso Varese, non è andata allo stesso modo. A nessuna di loro sono stati tolti tanti punti interrogativi come ai biancorossi. Ne rimangono svariati altri. Sono quelli che devono mantenere alta la tensione.
Testa e coda
Uno potrà essere risolto il prossimo sabato. Il Crotone è squadra ben diversa da Livorno e Varese. Il tecnico Massimo Drago vuole ritmo frenetico e verticalizzazioni, un po' come il Carpi.
Si giocherà ad armi pari e da un parte ci sarà la rabbia aggiunta di chi è ancora alla ricerca del primo punto in classifica.
Presupposto da cui non farsi ingannare, perché contro l'accreditassimo Latina, il Crotone non meritava affatto la sconfitta. E prima o poi, anche l'enorme divario di condizione atletica sarà destinato a restringersi.
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