Modena, Novellino corre ai ripari
Dopo il flop di Lanciano, il tecnico è pronto a fare una mezza rivoluzione. Anche nel modulo
Il Modena di Walter Novellino si lecca le ferite dopo la batosta di Lanciano, un match in cui i gialli non sono mai entrati in partita. Un ko che, seppur non può e non deve rappresentare una sentenza definitiva sul reale valore del Modena, fa scattare il primo campanello d'allarme della stagione. Il primo giudice dei canarini è ovviamente Novellino, troppo esperto per prendere alla leggera i 90' del Biondi, che causeranno inevitabilmente alcuni scossoni tattici nel prossimo impegno contro la Pro Vercelli, avversario tutt'altro che morbido e che domenica ha battuto il blasonato Catania.
L'ATTEGGIAMENTO
Innanzitutto il tecnico chiederà un profondo cambio di atteggiamento da parte della squadra, un aspetto analizzato anche da Granoche e Zoboli nel dopo gara. Con questa testa non si va da nessuna parte. Se contro il Cittadella un primo tempo bruttino era stato compensato da una ripresa ottima, a Lanciano chi si attendeva perlomeno una reazione d'orgoglio è rimasto deluso. L'anno scorso il Modena, soprattutto in casa, partiva a razzo, riversandosi in attacco e non lasciando respiro agli avversari: Novellino vuole questo, una squadra che azzanni la partita dall'inizio.
LE SCELTE
E' chiaro che nei primi 180 minuti anche qualcosa dal punto di vista tattico non ha funzionato. A Lanciano, soprattutto, si è vista una certa difficoltà nel creare gioco e la coppia Ferrari-Granoche ha deluso. I due si assomigliano molto per certi aspetti, meno per altri, ma una cosa è chiara: possono convivere solo se supportati da una condizione atletica ottimale. Probabile che già da sabato Novellino scelga uno dei due centravanti e lanci dal primo minuto altre pedine. Le alternative ci sono e Beltrame, Gatto e Luppi scalpitano per trovare una maglia da titolare, senza dimenticare due esterni offensivi come Acosty e Marsura. E dietro Manfrin potrebbe insidiare Rubin.
IDEA TRIDENTE
Acosty ha palesato a Lanciano limiti tattici enormi, mentre Signori, utilizzato in una posizione ibrida, non ha convinto (anche se si trattava della prima partita della sua stagione). Dunque viene da chiedersi se il centrocampo a 4 sia l'idea migliore per un Modena che in mezzo al campo avrebbe gli uomini giusti per giocare a 3: con Schiavone basso in regia, Signori e Salifu a fare le mezzali. E davanti? Uno tra Granoche e Ferrari, poi due esterni offensivi e Novellino ne ha diversi a disposizione. Oppure un trequartista, Beltrame, e due giocatori in posizione centrale.
LA DIFESA A TRE
C'è, infine, anche un'altra ipotesi attuabile e che Novellino ha adottato nella passata stagione, la difesa a tre, che garantirebbe maggiore copertura in fase difensiva e darebbe più sicurezza alla squadra. Così, però, le possibilità di scelta nel reparto avanzato diminuirebbero drasticamente, sacrificando e penalizzando così diversi dei giocatori offensivi a disposizione. E sugli esterni ci sarebbe l'incognita di chi utilizzare come fluidificanti.
Giovanni Balugani
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