Contador pensa solo alla Vuelta e rinuncia a correre il Mondiale
ROMA. Ultimo giorno di riposo ieri alla Vuelta a Espana 2014 e momento di grandi riflessioni. E di decisioni importanti, fors’anche dolorose. Dall’alto della sua maglia rossa, legittimata lunedì con...
ROMA. Ultimo giorno di riposo ieri alla Vuelta a Espana 2014 e momento di grandi riflessioni. E di decisioni importanti, fors’anche dolorose. Dall’alto della sua maglia rossa, legittimata lunedì con un’impresa sul traguardo in cima a La Farrapona, Alberto Contador dice no alla nazionale spagnola, impegnata a fine mese sul tracciato casalingo di Ponferrada. «Il percorso non mi si addice e preferisco lasciare il mio posto a un altro corridore», ha detto il campione della Tinkoff-Saxo, che dunque rinuncia alla caccia alla maglia iridata, indossata dal portoghese Rui Costa. «Dopo la Vuelta il mio programma è riposare - ha spiegato il fuoriclasse madrileno -. Ho analizzato bene il percorso, ho visto che non si adatta alle mie caratteristiche e se a questo si aggiunge che arrivo da una stagione molto pesante, la decisione arriva inevitabile. La Spagna comunque è in buone mani con corridori come Rodriguez e Valverde». Insomma, il “pistolero” non ha alcuna intenzione di distrarsi dal suo obiettivo principale: terminare questa Vuelta davanti ai suoi più diretti avversari, che in queste ultime cinque tappe dovranno inventarsi qualcosa per ribaltare le gerarchie sin qui decise dalla strada.
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