Cuoghi: «Lo lanciai nel Viareggio Sarà un crack a livello mondiale»
Chi conosce bene Simone Zaza ed ha grandi meriti nell’averlo lanciato tra i professionisti è un tecnico modenese, il 55enne Stefano Cuoghi, oggi impegnato in una nuova avventura in Lega Pro alla...
Chi conosce bene Simone Zaza ed ha grandi meriti nell’averlo lanciato tra i professionisti è un tecnico modenese, il 55enne Stefano Cuoghi, oggi impegnato in una nuova avventura in Lega Pro alla guida della Paganese. Fu proprio l’ex centrocampista di Modena, Milan, Perugia, Pisa e Parma a far esplodere un attaccante che nei campionati giovanili era già stato in grado di mettere in luce le proprie doti – con le maglie di Atalanta prima e Sampdoria poi – ma che alla prima esperienza nel calcio che conta era rimasto ai margini, a recitare un ruolo di attore non protagonista. Riavvolgiamo il nastro: è gennaio del 2012 e Zaza, al debutto nei professionisti con la Juve Stabia, decide di lasciare i campani e la serie B per accasarsi all’Esperia Viareggio, in Lega Pro. Piero Braglia, tecnico dei campani, non aveva saputo valorizzarlo e lui si era trovato chiuso da attaccanti come Sau, Danilevicius ed Mbakogu. A Viareggio, ecco splendere anche tra i “prof” la stella di Zaza. Diciotto presenze, undici gol, considerando le due reti nei playout contro il Monza: un bottino incredibile che regala una miracolosa salvezza ai toscani. Zaza il salvatore? Sì, ma tanti meriti sono di Stefano Cuoghi. Il tecnico modenese subentra in corsa, alla 24ª giornata, traghetta la squadra verso la permanenza in B e soprattutto fa sbocciare il talento di Zaza, che con lui va in rete 10 volte in 11 gare. «Quando arrivai a Viareggio – ha raccontato Cuoghi a Gianlucadimarzio.com - mi dissero che Simone era una “testa matta”. Aveva fatto solo un gol, ma capii che bastava prenderlo per il verso giusto. Con me è stato completamente diverso, ha sempre dato l’anima sia in allenamento che in partita. E aveva una grande fortuna, una famiglia con una grande cultura del lavoro che gli è sempre stata accanto, dandogli i giusti consigli. Si vedeva che aveva qualità incredibili, ma riuscire a capire se poteva arrivare in Nazionale allora non era facile. È stato bravo lui a continuare a migliorarsi ed arrivare dove è arrivato. Simone è una persona squisita, posso fargli solo i complimenti e dirgli di continuare così: sa quello che deve fare, è circondato da una società seria come il Sassuolo e da un bravo allenatore. Sarà un crack a livello mondiale». (m.c.)
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