Un rapporto tribolato con i numeri 1
Da Bastianoni a Kelava: per il diesse Cristiano Giuntoli non c’è pace tra i pali
Nell'era del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, il Carpi ha vissuto momenti di gloria e scritto pagine di storia, ma il rapporto con i portieri è sempre stato piuttosto complicato, pur con dinamiche diverse. E anche la stagione che è appena iniziata sembra non sfuggire a questa caratteristica viste le intenzioni di Kelava.
Nell'anno della Seconda divisione gioca Elia Bastianoni. Il giovane portiere, all'epoca appena diciannovenne, non convince troppo la società, ma la scelta strategica di piazzare un under tra i pali vale la riconferma per la stagione successiva, insieme all'esperto Cristian Mandrelli.
In Prima divisione i due si dividono a metà le presenze (19 a testa) ma è Mandrelli a giocare i play-off, quando non serve schierare under.
Nel 2012-13 le gerarchie sono chiare: Marco Sportiello titolare, Matteo Trini di rincalzo.
Si arriva così alla passata stagione: parte Adam Kovacsik, ma alcune indecisioni nella sfida interna col Crotone spingono mister Stefano Vecchi a preferirgli Timothy Nocchi, che in cinque partite ne combina una più di Bertoldo.
Si torna così su Kovacsik in attesa dell'ingaggio di Simone Colombi, arrivato a gennaio. Pirotecnico l'avvio di questa stagione, con tre portieri diversi nelle prime tre partite.
Due dei quali, cosa mai accaduta, con esperienze nella massima divisione.
Ma nonostante i rapporti burrascosi, la scelta del ds è caduta anche in passato su portieri di qualità, cresciuti con buoni risultati in biancorosso: Colombi e Sportiello sono in serie A, Bastianoni in B, Kovacsik in Lega Pro nell'ambiziosa Reggina.
Tutti titolari ad eccezione di Nocchi, dodicesimo di Leandro Chichizola allo Spezia, e di Mandrelli, che ha terminato la carriera professionistica.
E ora aspettiamoci un altro capitolo spinoso tra i pali. (f.g.)
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