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Il capolavoro di Massimo Barbolini

Il capolavoro di Massimo Barbolini

Mondiali. Il tecnico modenese ha guidato al successo la Turchia contro la Russia

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Il PalaPanini? Casa sua, da sempre: Massimo Barbolini qui ha vissuto momenti fondamentali della sua carriera e qui trova sempre il modo di scrivere pagine di storia del volley. Alla guida di una Turchia già eliminata, il tecnico modenese compie una vera e propria impresa, ritocca la squadra in corsa, fuori Ozsoy dentro Onal, dosa alla perfezione il doppio cambio (Karakoyun-Uslupehlivan per Naz-Tokatioglu) riuscendo in qualcosa di inimmaginabile, rimontare cioè da 0-2 prima e da 1-2, 3-8 e 13-16 poi, fino ad imporsi 3-2 e 15-13 al tie break sulla Russia. E poco importa che a decretare la fine di uno dei match più spettacolari mai giocati nel “Tempio del Volley” sia stato l’improbabile fischietto degli Emirati Arabi Uniti Al Rousi, sanzionando un dubbio fallo in palleggio a Kosianenko, perché la Turchia ha meritato il successo costruendolo palla su palla, mettendo alle corde la squadra reduce dal successo nelle ultime due edizioni dei Mondiali.

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«Dopo tanti complimenti per le grande prestazioni - dice Barbolini - è arrivata anche la vittoria, credo meritata».

«Abbiamo giocato per noi stesse - aggiunge una straordinaria Gozde, 31 punti, premiata com “mvp” del match - sapevamo di essere ormai fuori ma abbiamo voluto vincere con tutte le nostre forze».

Brava Turchia, dunque, ma Russia che esce con le ossa rotte, mille dubbi e mille cattivi pensieri da un match ave aveva saldamente in pugno quando si è trovata avanti 2-0.

«Mi sento male fisicamente - confessa il tecnico Yuri Marichev - e non ho la forza per rispondere a domande che non siano sulla mia squadra. Credo ingiusto però che una partita così bella sia stata decisa da un fischio incomprensibile del primo arbitro».

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Ha tutte le ragioni del mondo nella circostanza specifica, ma questo non toglie il fatto che la Russia sia per ora solo un progetto: Gamova inizia i match finendo spesso in panchina, Goncharova è ormai riserva fissa e la sola Kosheleva, in versione Quiroga, fa vedere che lei sì, è da titolo mondiale. La squadra, invece, sarà costretta a giocare un vero e proprio spareggio contro la Serbia che deciderà chi passerà il turno, non l’avversario migliore per una Russia in chiara difficoltà mentale, senza certezze e in crisi evidente di fiducia.

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Infine una nota, meritata, per la gente di Modena: quasi 3000 spettatori alle 17 sono un risultato straordinario, uno spettacolo nello spettacolo, come quello offerto da Ismail Cetim, sempre in piedi per tutta la partita ad incitare la sua Turchia: Gozde e compagne hanno vinto anche per lui.

Fabio Rossi

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