Berardi torna e ne fa due ma al Sassuolo non basta
Fatali gli errori che in 35’ regalano 3 reti alla Lazio. Longhi fallisce il 3-3
ROMA. Sprazzi di vero Sassuolo e il ritorno di Berardi non bastano a strappare punti all'Olimpico. Finisce 3-2 per la Lazio come un anno fa, con gli stessi rimpianti per una gara che poteva andare in modo diverso. Il ritorno di Berardi - giocatore del quale il Sassuolo, piaccia o no, è assolutamente dipendente - ha permesso alla squadra di Eusebio Di Francesco di ritrovare d'incanto gol e pericolosità. Ma sul risultato pesano come macigni gli errori, soprattutto individuali, che hanno regalato alla Lazio tre reti in 35 minuti. Nel secondo tempo la squadra di Di Francesco ci ha provato in tutti i modi, pur sbilanciandosi troppo e gestendo malissimo la superiorità numerica. Nel finale Longhi ha avuto sulla testa l'occasione per il 3-3 ma non ha angolato abbastanza la palla, esaltando i riflessi di Marchetti.
Alla fine resta il solito amaro in bocca, certamente il Sassuolo ha dato segnali incoraggianti in quanto a spirito e pericolosità ma restano davvero troppi i regali nella fase difensiva oltre a un centrocampo incapace di tenere corta la squadra. Sta a mister Di Francesco trovare, possibilmente in tempi brevi, un giusto equilibrio tra le due fasi.
Doppio schiaffo
Quella della settimana era tutta pretattica: nel suo 4-3-3 Di Francesco conferma Zaza al centro del tridente. Pioli dà fiducia nel modulo (4-2-3-1) e negli uomini alla Lazio che ha maramaldeggiato a Palermo. A Roma c'è un gran sole, prima dell'inizio l'aquila Olympia fa il suo dovere planando in mezzo al campo dopo qualche applauditissimo volteggio. Losco presagio per un Sassuolo che si aggrappa al rientrante Berardi per mettere fine al digiuno di gol che dura da quattro partite e mezza. La Lazio parte a razzo e la resistenza dei neroverdi dura meno di 9 minuti: poco fuori area Mauri rivece palla da Onazi, prende la mira, si aggiusta i capelli e di sinistro fa secco Consigli. Nessuno gli si fa incontro, tantomeno Cannavaro che si gira di spalle. Dopo aver reclamato un rigore, al 25' Djordjevic raddoppia: cross di Candreva, il serbo sovrasta un Cannavaro ancorato a terra e, di testa, spedisce la palla nel sacco. Per la Lazio tutto troppo facile.
Rotto il digiuno
Il secondo schiaffo sveglia i neroverdi: giusto il tempo di rimettere la palla al centro che Berardi riapre la partita, capitalizzando una verticalizzazione di Sansone e bruciando Marchetti. Rotto il digiuno di gol dopo 434 minuti, il Sassuolo prova a cavalcare l'onda e poco dopo la mezzora va vicino al pareggio: girata di Zaza con la palla che va a baciare il palo esterno. Ma è un'illusione perché al 35' Candreva approfitta di un’altra dormita della retroguardia neroverde: cross dalla destra di Lulic e Antei, nel tentativo di anticipare Djordjevic, sforna un assist per Candreva che, tutto solo e da zero metri, sigla il 3-1.
Berardi, sempre lui
Alla ripresa del gioco Berardi è di nuovo protagonista: su un lancio in profondità brucia sul tempo Cana che, per frenarne la corsa, lo tocca alle spalle. Il tutto avviene in area: è rigore con tanto di espulsione del difensore laziale, che era già ammonito. Dal dischetto Berardi non sbaglia, dalla panchina Di Francesco prova subito ad approfittare della superiorità numerica inserendo Missiroli per Biondini passando al 4-2-3-1. Pioli invece si copre, togliendo Mauri per Ciani. Adesso ad avere paura è la Lazio che comincia a sbandare e Marchetti ci mette subito una pezza su Peluso. La gara s'infiamma, il Sassuolo preme ma si scopre troppo e ci vuole tutta la bravura di Consigli a disinnescare un colpo di tacco da due passi di Djordjevic.
Troppa ingenuità
La superiorità numerica del Sassuolo dura una decina di minuti. Neroverdi ingenui quando al 61' si fanno pescare sbilanciati con la difesa a centrocampo: Djordjevic scappa via ad Antei, cross per Candreva che Peluso, ultimo baluardo prima di Consigli, è costretto a stendere al limite dell'area. Punizione per la Lazio e secondo giallo per il mancino del Sassuolo. Addio superiorità numerica, Di Francesco toglie Taider per mettere Longhi. In 10 contro 10 la Lazio sfiora il 4-2 con un gran destro di Parolo che l’attento Consigli smanaccia in angolo. Ben più ghiotta la palla che si ritrova sulla testa Longhi ma Marchetti evita il 3-3. Nei soli 3 minuti di recupero concessi da Tommasi (dovevano essere almeno 5...) non accade più nulla.
@Star_70_
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