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Francesca Porcellato, non c’è due senza tre Cabassi predestinato

Francesca Porcellato, non c’è due senza tre Cabassi predestinato

L’olimpionica affezionata: «Sono molto legata alla piazza» Il vincitore sulle orme della Guida. Dal Mas: «Che ritorno!»

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Non c'è il due senza il tre, recita il vecchio adagio, che calza a pennello alla storia di Francesca Porcellato sulle strade della Maratona d'Italia. L'atleta di Castelfranco Veneto centra la sua terza affermazione sul traguardo di Carpi ed inonda di buonumore l'area arrivi di Piazza Martiri, con il suo sorriso: «Mi piace sempre moltissimo correre a Carpi - racconta la Rossa Volante - e vincere rende tutto quanto ancora più bello, anche se, a livello di tempo, ho impiegato 4' in più dell'anno scorso. Colpa del gran caldo, perché il percorso è stato bello e veloce come sempre». Primatista italiana di Maratona (1h38'25" a Padova, nel 2005), Porcellato vanta sei partecipazioni consecutive ai giochi Paralimpici estivi (da Seoul 1988 fino a Pechino 2008, dove è anche stata portabandiera azzurra) e tre diverse partecipazione a quelli invernali (da Torino 2006 a Sochi 2014), dove gareggia nella categoria sci di fondo paralimpico. Il trionfo di ieri a Carpi è l'ennesima ciliegina sulla torta di una carriera da incorniciare: «Vengo da un periodo abbastanza travagliato - spiega - per colpa di una serie di infortuni che hanno compromesso anche la mia partecipazione ai giochi di Sochi. Fortunatamente ne sto uscendo e, dopo il terzo posto di Berlino di qualche settimana fa, finalmente ritrovo anche la vittoria. E centrarla qui, con il calore di tanta gente sul percorso e in una piazza cui sono molto legata, non può che rendermi estremamente felice».

In quanto a vincitori, Pietro Cabassi ha un cognome da predestinato per Carpi: «È stata una corsa difficile, sia a livello fisico che mentale - spiega l'atleta parmense dell'Atletica Manara, allenato da Maria Guida - le gambe hanno sofferto il caldo umido, mentre la testa ha dovuto fare i conti con una gara in solitaria dall'inizio alla fine. Il tempo non è dei migliori, ma contava vincere e sono molto soddisfatto». Soddisfatta anche Paola Dal Mas che ha abbassato il personale di quasi 4 primi: «Questa gara mi è rimasta nel cuore - sorride entusiasta la vincitrice - sin dall'anno scorso, quando mi piacque talmente tanto che non avrei voluto fermarmi a Soliera, ma continuare sino a Carpi».

Filippo Franchini

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