La Maratona d’Italia si tinge di azzurro
Nella ventisettesima edizione successi per Cabassi e Dal Mas
C'è un cielo sgombro di nubi, sulla mattina di Maranello che saluta la ventisettesima edizione della Maratona d'Italia. Un timido raggio di sole che preannuncia temperature alte, tanto quanto il tasso di umidità nell'aria: saranno due nemici in più con cui dovranno vedersela gli oltre duemila runners che scalpitano nei pressi della Galleria Ferrari. Lo spettro della pioggia, temuto a lungo nel corso della settimana ed abbattutosi nel pomeriggio di sabato anche nella nostra provincia, appare scongiurato. Motivo in più per tributare un lungo applauso carico di solidarietà al popolo genovese, che lotta nuovamente con fango ed acqua. E' battaglia aperta fra gli interpreti della mezza maratona, che troverà il suo epilogo nei pressi del Parco Ferrari a Modena. Il gruppo è compatto ed il ritmo decisamente sostenuto. A spuntarla è Matteo Gobbo (Riviera del Brenta), che ferma il cronometro in 1h10'47", precedendo il favorito Giorgio Zanta (Coin Venezia) ed il duo della Fratellanza composto da Gabriele Colantonio e Mohamed Moro. Pronostico rispettato in campo femminile, con la sassarese Elena Fratus (Porto Torres) a bissare il successo di quattro anni fa in 1h25'12”, davanti ad Anna Maino (Monza) e Valeria Balestra (Cittadella Parma). Bravissima Lucia Ricchi, portacolori della Mds, che sfiora il podio, perdendolo di una decina di secondi, in 1h34'46”. Fermata successiva: Soliera. Sotto il traguardo volante di Castello Campori, al 34° chilometro, sorride la nostra Elena Neri, della Madonnina, in 2h21'07”. In campo maschile, il triestino Gianmarco Pitteri trionfa in 2h02'16”. C'è da scorrere il ranking fino al 14° posto per incontrare il primo modenese, Antonio Lo Conte. L'ultimo sprint è quello che conduce in Piazza Martiri. Il primo a transitare a Carpi è l'handbiker Giordano Tomasoni. Mirko Rimessi e Desiana Caniatti si impongono fra gli skaters, dopodiché è la volta di Francesca Porcellato, che trionfa fra le handbikers. I dubbi su chi sarà il campione 2014 della 42 chilometri, Pietro Cabassi li fuga sul nascere, impostando una cavalcata in solitaria che lo accompagna fin sotto il traguardo in 2h41'06”. Marco Bruzzi, primo degli atleti di casa nostra, sesto in 2h48'54”. Fra le donne, rispetta i pronostici della vigilia la bellunese Paola Dal Mas, e lo fa con una prestazione scoppiettante in 2h48'30”. Un abisso la divide da Gloria Giudici e dalla reggiana Ilaria Aicardi.
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