E Grossi festeggia le 150 maratone
Il veterano della Madonnina: «Bello tagliare il traguardo sulle strade di casa mia»
Si fa presto a dire 150. Un numero tondo, pieno, che se ci si sofferma un attimo a scrutare nel dettaglio, rivela in un attimo tutta la sua maestosità, se associato al numero di maratone corse da una sola persona, nell’arco di una carriera. Questo impressionante traguardo, lo ha tagliato domenica a Carpi Giovanni Grossi, un’istituzione del podismo modenese. Una rincorsa iniziata nel lontano 1988 e culminata con il 4h22’54” di domenica.
«Se me l’avessero detto 26 anni fa, quando corsi la mia prima maratona – ammette l’atleta della Madonnina – non ci avrei mai creduto. Invece sono proprio 150». Si dice che l’ultima abbia sempre un sapore particolare, ma, in questo caso, pare proprio sia vero. «Ci tenevo che questo traguardo arrivasse proprio sulle mie strade – continua Grossi – l’impresa acquista un valore ancora più grande, per me che sono di Soliera. Il passaggio al 34º, fra le grida di incitamento degli amici di tutti i giorni e dei miei concittadini è un’emozione difficile da dimenticare. Per questo ho deciso di correre senza ambizioni cronometriche, godendomi al meglio ogni metro, assaporandolo come merita. A Reggio, cinque anni fa, avevo corso in modo diverso la numero 100, provando a tirare, ma stavolta me la sono presa con tutta calma. E ho fatto bene. Ne ho approfittato per accompagnare al traguardo dei 30 un’amica di Milano con cui saremo a Firenze il 23 novembre. E’ il bello della corsa, che cementa le amicizie e ci mette tutti sullo stesso piano». 150. Come il pettorale riservato a Giovanni per l’impresa. «Lo terrò in quadro – conclude emozionato – come il ricordo di questa giornata di festa. Da dedicare alla mia gente, a Soliera, che mi ha fatto sentire importante e a mia madre, scomparsa undici anni fa».
Filippo Franchini
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