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Elena Neri è la regina sui 34 km

di Filippo Franchini
Elena Neri è la regina sui 34 km

Maratona d’Italia. La podista modenese: «Sono sorpresa del mio exploit che dedico a Carlo Rispoli»

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La tenevamo d’occhio, perché Elena Neri aveva le carte in regola per fare bene sulle strade di casa. E l’atleta della Madonnina non ha tradito le attese, centrando domenica scorsa il bersaglio grosso sui 34 chilometri della Maratona d’Italia, transitando per prima sotto il traguardo posto a Soliera, in 2h21’02”, sotto il traguardo di Castello Campori.

«Adoro il percorso che da Maranello porta fino a Modena – rivela soddisfatta Elena all’indomani della sua affermazione – Ho già corso sia la mezza maratona che quella intera, conosco benissimo quelle strade e so che, specialmente nella prima parte del percorso, la gente ti dà tanta carica. Ci sono gli amici a bordo pista e tutto è più bello. Ho scelto di partecipare principalmente per questo motivo. La scelta è ricaduta poi sulla 30 chilometri perché venivo dalla Maratona del Piceno, di appena due settimane fa, e non me la sentivo di metterne altri 42 nelle gambe, ma soprattutto perché era una novità. E a me piace sperimentare, tanto che a maggio mi piacerebbe riuscire a correre il Passatore».

Una vittoria che sorprende per la maniera netta con cui è maturata, ma, visto lo stato di forma di Elena, nemmeno più di tanto. «Sapevo di poter fare bene – aggiunge, mentre il guinzaglio del cane la strattona improvvisamente – anche se, quando ho visto che ci sarebbe stata Monica Baccanelli al via, mi ero messa l’animo in pace. Invece, alla fine, stavo talmente bene che sono scappata via ed ho corso in solitaria, senza mai accusare cedimenti. I 6’ di distacco che sono riuscita a mettere fra me e lei, alla fine, devo ammettere che hanno sorpreso me per prima. A dire la verità, mi spaventava parecchio il tratto dopo Modena, perché la gente diminuisce, la fatica inizia a farsi sentire in maniera netta e a livello mentale diventa veramente difficile tenere alto il ritmo, tanto più quando capita di correre in solitaria. Però ho avuto la fortuna di trovarmi a distanza di traino Ilaria Aicardi (terza sulla 42 chilometri, ndr), così ho aumentato i giri e ho provato a starle dietro. Credo che questo sia stato lo stimolo fondamentale che mi ha permesso di chiudere con questo bel tempo».

C’è anche una dedica speciale. «Di solito – conclude la Neri – mi scrivo a pennarello sul corpo un nome, una data, un pensiero, prima di ogni gara. Lo avevo già fatto alla Maratona del Piceno, ma Carlo Rispoli era un amico particolare, per me. Così, domenica mi sono scritta “Carlo” sulla gamba, per la seconda volta di fila. Lo meritava e sono contenta di dedicargli la vittoria».

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