Il Carpi di rigore E il sogno continua
Doppio Mbakogu dal dischetto, il Latina si arrende al Cabassi
CARPI. Davanti agli occhi di patron Bonacini, di nuovo al Cabassi dopo un periodo di convalescenza, il Carpi cancella la sconfitta di Avellino e riprende il suo cammino rientrando in zona playoff. Una vittoria "di rigore", perché per schiodare il risultato dalla 0-0 sono serviti tre fischi, incontestabili, dell'arbitro. Due da una parte, uno dall'altra. Al di là degli episodi, Porcari e compagni hanno meritato la vittoria grazie ad una manovra più incisiva, al cospetto di un avversario pericoloso solo nell'arrembaggio finale. In avvio, mister Castori sceglie Pasciuti al centro del campo e rinuncia a Bianco, solo in panchina. Per il resto la squadra è quella annunciata alla vigilia, con Poli out per infortunio sostituito da Suagher. Poche sorprese anche nell'undici di Breda. Il ruolo di seconda punta è affidata a Crimi, con Bruno sulla linea della mediana. Prima del fischio d'inizio, gli applausi del Cabassi sono riservati a Poli e Concas, premiati per le 100 candeline in biancorosso, mentre all'esterno dello Stadio i Guidati dal Lambrusco raccolgono fondi per le popolazioni di Genova colpite dall'alluvione. Il Carpi rispolvera il 4-4-1-1 già utilizzato contro il Trapani. Concas agisce alle spalle di Mbakogu, con compiti di interdizione su Viviani, play maker dei pontini. Ci vuole un intero quarto d'ora prima di vedere la prima conclusione in porta. La fa il Carpi con Lollo dal limite, Farelli devia in corner, e poi con l'inzuccata alta di Struna. E' più manovriero il Latina, ma è spesso prevedibile. E quando riesce a sfondare a destra, Angelo spreca con alcuni cross fuori misura. Gli unici pericoli dalle parti di Gabriel arrivano su mischie occasionali, ma le conclusioni pontine non riescono mai a infrangere il muro della difesa biancorossa. Col passar dei minuti il Carpi, avanza il baricentro. Ci prova con Pasciuti, poco prima che Pairetto di Nichelino dia il via alla sagra del rigore. Il protagonista del primo atto è Angelo: al 27' commette una ingenuità in area strattonando Concas e poi entrando in modo scomposto da dietro. Realizza con freddezza Mbakogu. Il Latina è smarrito, confuso quanto Bruscagnin che al 32' fa un assist involontario per Porcari che perde il passo e si fa recuperare da Brosco. Il secondo atto della sagra pare già mettere una ipoteca sul risultato finale: al 35' Mbakogu entra in area da sinistra, vince l'uno contro uno con Brosco che lo tira per la maglia. Sempre Mbakogu sul dischetto, palla ancora a destra, Farelli a sinistra. 2-0. Peccato che il sipario del terzo atto si apra dopo soli due minuti: Struna mette un braccio su Viviani per contenerne il taglio, la giacchetta nera fischia nuovamente. Realizza Sforzini che poi prende la palla per portarla a centrocampo. Concas lo affronta rubandogli la sfera e accendendo la mischia a centrocampo. Sbroglia l'arbitro ammonendo entrambi. L'ultima emozione prima del break è una sassata dai 25 metri di Porcari oltre la traversa. Cambia, mister Breda, al rientro in campo. C'è Pettinari per Valiani. Il nuovo entrato prende posto alle spalle di Sforzini, con Crimi arretrato nel settore di centrocampo per aggiungere imprevedibilità. Ma è la difesa a vacillare. Il Carpi mette in mezzo più di una palla interessante ma a centro area nessuno riesce a trovare la zampata decisiva e Farelli è bravo su Pasciuti dalla distanza. Al 20' mister Castori perde Di Gaudio per crampi. Inserisce Bianco spostando Concas sulla fascia e Lollo a ridosso di Mbakogu. Quasi contemporaneamente, Breda effettua il suo terzo cambio con Paolucci al posto di Brosco.
Ora il Latina è disposto col 4-3-1-2, con Pettinari libero di svariare sulla trequarti alle spalle del nuovo entrato e di Sforzini. Con questo assetto, e dopo una incornata alta da buona posizione di Mbakogu, gli ospiti abbozzano l'arrembaggio finale ma senza riuscire a sfruttare un paio di punizioni dal limite. Le batte Viviani, ma spara sempre sulla barriera. A traghettare la vittoria al novantesimo ci pensa Mbakogu, che perde un paio di minuti sulla bandierina. Finisce tra i fuochi d'artificio sparati fuori dallo stadio dai tifosi pontini, circa un centinaio.
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