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la portacolori della podistica cittanova

Assunta Fava festeggia le cento maratone

Assunta Fava festeggia le cento maratone

Si corre per passione, per superare i propri limiti o per definirne dei nuovi. Si corre da soli o in compagnia. Solo sulle strade vicine a casa o in giro per il globo. Per alcuni, la corsa rischia di...

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Si corre per passione, per superare i propri limiti o per definirne dei nuovi. Si corre da soli o in compagnia. Solo sulle strade vicine a casa o in giro per il globo. Per alcuni, la corsa rischia di diventare un ostacolo alla vita affettiva, per altri fortunati, diventa cemento della coppia. Fra questi ultimi, si inserisce di diritto la storia di Assunta Fava, che corre da una vita e che, correndo, ha trovato anche il compagno con cui condividerla, la sua vita. «Ho corso la mia prima maratona quando avevo 18 anni - racconta Assunta, fresca di premiazione di categoria dopo la mezza di Formigine - la ricordo con affetto, è stata a Parma. Avevo tanto entusiasmo ed un pizzico di sfrontatezza, nei confronti di una sfida che mi intrigava molto».

Che si trattasse di amore a prima vista con la distanza sui 42k, probabilmente Assunta lo aveva già intuito allora. Quello che era difficile prevedere, era l'importanza che la maratona avrebbe rivestito nella sua vita. «E’ proprio così - sorride l'atleta della podistica Cittanova - ho incontrato mio marito Nunzio, correndo. Ci ha unito la passione per la corsa e negli anni, abbiamo avuto la fortuna di girare il mondo con le scarpette in valigia, alla rincorsa di una maratona dietro l’altra: New York, Melbourne, Berlino, ma anche Sydney, Amsterdam e tante altre». Fino ad arrivare a Monaco. Un passato parecchio prossimo, ancora fresco di ricordi, che segna una tappa fondamentale, tanto quanto lo fu Parma nel 1984. Perché domenica scorsa, Assunta ha tagliato, in 4h19’37”, un traguardo molto speciale, attorno all’anello dello Stadio Olimpico di Monaco. Quello della sua 100ª maratona in carriera. «E stata una gran bella sensazione . Mi hanno festeggiato con una maglietta celebrativa, tanto affetto e devo dire che sono felice. Ho scelto Monaco, pur avendovi già corso, proprio perché il giro finale dell’Olympiastadion è una cosa da brividi. Diciamo che ora continuo la rincorsa a mio marito (Nunzio Pellicelli, anch’egli atleta di Cittanova, ndr), anche se lui ha già superato quota 110. Intanto, però, questa volta mi sono tolta la soddisfazione di arrivargli davanti...». (f.f.)

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