«Una maglia ritirata è... ritirata»
«Un patrimonio della società, non si può ripristinarla dopo 20 anni»
Sulle spinose e dibattute vicende riguardanti il ripristino della maglia numero 4 di Franco Bertoli e l'eliminazione delle foto storiche e degli stendardi del PalaPanini, esprimono un'opinione due giocatori che hanno fatto la storia della pallavolo a Modena: Andrea Giani e Andrea Lucchetta.
GIANI SEVERO Giani approdò a Modena nel 1996, dopo che alla Maxicono aveva utilizzato la maglia numero 4. Ma giunto a Modena dovette virare sul numero 14, poi diventato 13, perché la maglia numero 4 era stata ritirata. «Non si può ripristinare la numero 4 dopo 20 anni – spiega Giani – perché una maglia ritirata ha un significato importante, è un patrimonio della società. Se tu decidi di esserela prosecuzione di quella società, devi accettare sia i lati positivi che i lati negativi. Modena nella pallavolo è come la Juve o il Real Madrid nel calcio, vuole dire storia, tradizione e passione. Se invece vuoi iniziare un nuovo corso allora sei libero di fare altre scelte, come dare la 4 a Petric. Però a quel punto non devi avere più niente a che fare con il passato e non devi nemmeno fregiarti dei suoi titoli».
LUCCHETTA ALL'ATTACCO Lucchetta dopo aver assistito alla gara tra Modena e Perugia si è sfogato su Facebook: «Varco le porte per entrare a commentare. Corridoi bianchi, porte nere. Sparite le foto storiche delle squadre maschili e femminili del passato. Tolti gli stendardi delle vittorie. Restituita l'unica maglia autoritirata il 4 invece di ritirare il 10, 9, 5 (Cantagalli, Quiroga e Vullo ndr). Che sia un sogno in bianco e nero o una nuova realtà che come spesso in politica succede azzera tutto quello che di vincente e positivo era stato creato nel Palapanini? Mi sa che tra un po' pure gli Irriducibili Gialloblù cambieranno colore. Almeno al Palaimoco gli stendardi Sisley e Benetton esistono».
Ad onor del vero le foto storiche saranno ricollocate in un altro spazio del palazzo, con anche l'installazione di proiettori video. Mentre gli stendardi sono stati sostituiti da una grafica applicata dietro le curve. Grafica che, però, viene coperta dai tifosi quando sono in piedi e che per la sua eccessiva modernità toglie quel fascino magico che suscitavano gli stendardi. Il vero e proprio vanto di una società, che li esponeva fiera al centro del palazzo, in modo che tutti i tifosi potessero ammirarli.
Francesco Cottafava
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