Lorenzetti: «Più forti con Bertoli come capitano aggiunto ... »
Maglia numero 4 da ripristinare a distanza di 20 anni o no? Questo l’intervento di Angelo Lorenzetti. «Mi permetto di “entrare” nella questione “maglia #4” che domenica, dopo tanti anni, ha fatto la...
Maglia numero 4 da ripristinare a distanza di 20 anni o no? Questo l’intervento di Angelo Lorenzetti.
«Mi permetto di “entrare” nella questione “maglia #4” che domenica, dopo tanti anni, ha fatto la sua ricomparsa al Palapanini. Lo faccio non da modenese, perché pur abitandoci da più di 10 anni le mie origini sono altrove. Lo faccio non da appartenente alla storia della pallavolo modenese, perché non ne ho i galloni sufficienti. Lo faccio non per difendere chi mi paga, bensì perché in questi giorni nel commentare, o meglio nel criticare la vicenda, è stato spesso chiamato in causa il “giocatore #4” di questa nuova stagione … che è un “MIO” giocatore. Chiamato in causa con domande dirette. Ovviamente nulla di offensivo, ma che raramente ho sentito rivolte, con un tal piglio, ad altri giocatori. Sono convinto che nella vita ci sia bisogno di più “bianco” o “nero” piuttosto che di “grigio”. Altrettanto certo però che non tutte le questioni possano essere archiviate nella nostra coscienza spuntando le caselle del vero o del falso, ovvero del giusto o dello sbagliato. Penso che il caso della “maglia #4” sia proprio una di queste. Il ritiro di una maglia è pratica comune a tutti gli sport e a tutte le latitudini. Ciò non toglie che tale abitudine non abbia, o non abbia avuto, illustri sportivi che abbiamo espresso il loro dissenso in merito. Tra questi mi piace qui ricordare l’allenatore americano John Wooden. Un “signore” che ha fatto la storia dello sport (non di uno sport!). I principi a cui si ispirava nella sua attività sono stati i cardini dello sport americano e hanno varcato i confini degli States. Tra questi anche: “storia”, “memoria” e ”rispetto”. Concetti di cui si è parlato molto in questi giorni. La mia ammirazione per questo personaggio non mi porta ad abbracciare la sua tesi come unica e incontrastata. Mi suggerisce, però, che la “medaglia”, la “maglia” in questo caso, ha due facce di valenza simile, senza che una prevalga sull'altra. Infine credo che “modificare” una scelta del passato non sia di per sé una mancanza di rispetto verso chi prese una tal decisione. Lo sarebbe solo nel caso in cui il modo di procedere dei “nuovi” fosse stato autoritario e/o dissacratorio. Non è questo il caso! Da quanto riferitomi dal mio DS si è chiesto: “Permesso?”, si è ricevuta come risposta: “Avanti!”… e in seguito si è entrati!
Altre storie “frequentano” il palazzo in questi giorni. Non mi permetto di intervenire perché non riguardano direttamente il “mio” spogliatoio. Uno spogliatoio che proverà a rimanere compatto e impermeabile a qualsiasi insidia interna ed esterna. La storia ha dimostrato che ciò non è stato facile per nessun spogliatoio. A volte anche gruppi di “famosi” si sono sciolti nell'ascoltare cose che niente avevano a che fare con il rettangolo di gioco. Io, lo staff e i giocatori cercheremo di lavorare con perseveranza, coerenza e semplicità affinché i passeggeri saliti a bordo ieri non debbano scendere ad alcuna fermata. Leggendo su FB di poterlo fare assieme ad un “capitano aggiunto” di nome Franco Bertoli mi e ci rende più consapevoli e spero più forti. Fino alla fine: avanti gialli!».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google