Il Braglia è una bombonera Applausi per gli alluvionati
Record di presenze sugli spalti, il pullman dei gialli bloccato nel traffico in tilt Striscione in curva per omaggiare i cugini della solidarietà a Bastiglia e Bomporto
Il vento freddo del nord viene ricacciato fuori con disprezzo, nella Bombonera di viale Monte Kosica non c’è spazio per giacche, cappotti o cappelli. Qui fa un caldo bestiale e la temperatura sale fino a quando il signore, per l’occasione vestito di blu, decide che il più grande spettacolo della via Emilia deve iniziare. Ma che quella tra Modena e Bologna sia molto più di una partita lo raccontano i visi delle persone. Ci sono quelli degli innamorati: tesi, tirati, angosciati; quegli degli appassionati: sereni, giocosi, curiosi di vivere una notte speciale, purché si vinca e ci si diverta; e infine quelli delle forze dell’ordine: preoccupati che fili tutto liscio. E hanno un bel da fare i battaglioni ad inseguire i facinorosi nelle strade interne quando dalla stazione escono 500 rossoblù arrivati in treno. Ma di incidenti non ce ne sono e questo è un bel successo, anzi in zona Montecuccoli si passeggia fianco a fianco, sciarpe al collo, magari tra qualche “gufata” che non fa mai male.
Nel frattempo intorno al Braglia la gente dell'ultimo secondo - per chi non lo sapesse e mette in calendario partite del genere in un giorno lavorativo, da queste parti anche di venerdì si fatica fino a tardo pomeriggio - si accalca intorno al formicaio Braglia e ne fa le spese pure il pullman del Modena, soccorso da una volante della polizia mentre si trova imbottigliato ai piedi del cavalcavia Cialdini insieme a centinaia di altre auto in fermento.
Ma alle 21 in punto sono tutti seduti al loro posto, anche chi ha rastrellato un biglietto all’ultimo, anche Stefano Beltrame che se la gode dalla Sud, e accompagnati dall’inconfondibile urlo dello speaker Lello Casolari eccoli lì i 22 eroi a caccia dell’impresa. Loro entrano, il Canarino Ghirlo, per l’occasione accompagnato da due improbabili pupazzi a forma di salsiccia e würstel, se ne torna nelle retrovie. Largo alla notte delle Notti, dove la coreografia della Montagnani fa da contrasto alla sciarpata bolognese, almeno fino a quando arrivano applausi bipartisan su uno striscione srotolato al centro della curva di casa “Alluvione, Modena ringrazia Bologna” in ricordo della raccolta fondi fatta dai “cugini” antipatici. Chapeau. Basterebbe questo per riscaldare i cuori, ma se poi i gialli lottano come leoni feriti, beh allora benvenuti al Braglia, nella nostra casa, nella nostra città. L’urlo alla fine ti si strozza in gola, speri di segnare il gol che ti porterà sull’Olimpo, magari all’ultimo minuto, magari su un rigore inesistente. Sogni, anche stavolta restano sogni, da tornare a cullare tra qualche mese quando andrà in scena il secondo atto dell’eterna, tradizionale sfida.
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