Fantastico Carpi, il premio è la vetta
Concas, bis di Letizia e Mbakogu: il Pescara è annichilito
PESCARA. Colpo grosso del Carpi, che all'Adriatico vendica con abbondanti interessi la sconfitta della passata stagione e vola al primo posto in classifica. Prestazione impeccabile quella dei biancorossi di Castori, bravissimi ad approfittare della dissennata disposizione tattica del Pescara, sfruttando con rapide verticalizzazioni la profondità concessa dalla linea difensiva altissima degli avversari. La sfida si è decisa alla fine del primo tempo, quando Strippoli di Bari, entrato per sostituire l'arbitro "titolare", ha estratto il cartellino rosso per l'estremo difensore biancazzurro Aresti, sin lì determinante in un paio di occasioni. Il successivo uno-due a firma Concas-Letizia ha di fatto messo in cassaforte il risultato, arrotondato nel secondo tempo dallo stesso Letizia e dalla doppietta di Mbakogu. In avvio, il Pescara è falcidiato dalle assenze. Ad una lunghissima sfilza di infortunati, tra i quali Caprari, Lazzari, Brugman e l'ex Pesoli, si aggiungono Guana, che nella scorsa settimana ha abbandonato il calcio giocato, e gli squalificati Grillo e Zuparic. Nell'undici trova così spazio l'ex Memushaj: Baroni gli regala l'emozione della prima tra i titolari dopo l'infortunio che lo colpì sul finire della passata stagione, quando vestiva la maglia biancorossa. Decisamente meno problematico il compito di mister Castori, che conferma il 4-4-1-1 visto contro il Latina. Il rientro di Bianco sopperisce all'assenza di Porcari, mentre la fascia destra è affidata a Letizia, con Concas alle spalle di Mbakogu. Al centro della difesa, Suagher è preferito a Poli. Parte bene il Carpi, che pressa gli avversari sin nella loro metà campo. L'intensità va però a strappi e quando cala il Pescara riesce a farsi vedere da lontano o su calcio piazzato. Per due volte, su Appelt Pires e su Politano, ci pensa Gabriel. Una terza la spreca Maniero, mandando a lato di testa. Un primo campanello di allarme per la difesa estrema del Pescara suona al 24': Lollo lancia lungo da centrocampo, il guardalinee non segnala il fuorigioco di Mbakogu che si invola verso la porta, vince il duello spalla a spalla con Cosic ma spara sui piedi di Aresti in uscita a terra. Due minuti dopo singolare infortunio per l'arbitro Pinzani, sgambettato involontariamente da Gagliolo. E' costretto ad uscire in barella dal campo, nonostante le cure dei sanitari. Lo sostituisce il quarto uomo Strippoli di Bari, esordiente assoluto in Serie B. Il secondo campanello suona al 37': Pasciuti verticalizza per Mbakogu, ancora bravo Aresti a scegliere il tempo e a neutralizzare il tentativo di anticipo del nigeriano. Nel frangente, l'azione è fermata dalla bandierina del guardalinee, ma il Carpi ha ormai capito che quello è il punto debole degli avversari. Baroni non prende contromisure, così accade l'inevitabile: al 44' l'azione del Carpi è tutta in velocità, sulla verticalizzazione Aresti è costretto ad uscire e a falciare Mbakogu appena fuori dall'area. Cartellino rosso per il portiere abruzzese. Fuori Maniero, dentro Fiorillo e punizione senza esito. Ma è solo questione di tempo: dopo tre minuti il lungo lancio di Bianco trova la difesa abruzzese mal disposta, Concas buca la linea davanti al nuovo entrato Fiorillo, piatto in rete. Per il bis servono altri due minuti: Letizia controlla al limite e spara un sinistro che si infila nell'angolino. L'occasione è buona per urlare davanti alle telecamere l'amore verso la nipotina. Ma per il Pescara ormai è black-out. Non serve neppure l'intervallo: al rientro in campo è di nuovo Letizia a prendere d'infilata l'imbarazzante retroguardia dei padroni di casa, a involarsi sul colpo di testa di Concas e a segnare tutto solo davanti a Fiorillo. E' la sua prima doppietta tra i professionisti. Purtroppo per i padroni di casa non è finita qui, anche perché il Carpi continua a giocare ai 100 all'ora. Al 15' la difesa abruzzese guarda Mbakogu fare lo slalom in mezzo all'area, il sinistro in controtempo lascia Fiorillo sulle gambe. Al 39' è Gagliolo a lanciare per l'ennesimo volta Mbakogu in profondità. Freddezza da killer e 5-0. Al triplice fischio scatta inevitabile la rabbia dell'Adriatico.
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