Barroso la prima stella da tecnico della Coma
“Pallavolo a 360°”: si potrebbe definire così la storia di Mauro Raguzzoni nel mondo del volley. Sì, perché il giovane talento nato a Mirandola il 9 settembre 1947 iniziò ben presto a scrivere una...
“Pallavolo a 360°”: si potrebbe definire così la storia di Mauro Raguzzoni nel mondo del volley. Sì, perché il giovane talento nato a Mirandola il 9 settembre 1947 iniziò ben presto a scrivere una storia che lo avrebbe portato ad attraversare tutto il mondo del volley.
Lo troviamo ben presto a Modena, alla Villa d’Oro dove si mette in mostra come alzatore e si guadagna a 18 anni la grande opportunità di giocare a Bologna prima, e a Padova poi. La maglia azzurra, indossata una trentina di volte in carriera, impreziosisce il suo cammino da atleta. A 27 anni, volta pagina e segue la sua passione che lo porta a provare l’esperienza di allenatore: sceglie l’amata Villa d’Oro per farlo e ottiene risultati che gli valgono la promozione a “tecnico di serie A” dove lo chiama il Volley Modena. È il 1978/’79 e sulla panchina gialloblù Raguzzoni siede per tre campionati portando la squadra ai vertici italiani: la stagione ad effetto è quella 1979/’80 quando a sua disposizione c’è una brasiliana 17enne tanto pazza quanto fenomeno in campo: Isabel Barroso.
Dalla panchina al ruolo dirigenziale il passo è breve, Raguzzoni diventa direttore sportivo, poi, per l’ultimo passaggio di una carriera che diventa di livello internazionale, si inventa procuratore. Lo fa con gli inizi con gli amici Pederzoli, Trevisi e Saltini, poi si mette in proprio e fonda la Top Volley nel 1997. Una svolta per lui che, stimatissimo all’estero, diventa uno degli interlocutori privilegiati di tutte le grandi stelle mondiali. Nell’estate del 2009 i primi sintomi del male che dopo una lunga malattia lo ha strappato ieri al mondo del volley che tanto amava.
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