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L’emozione dell’ex Consigli: «Atalanta, non vedo l’ora....»

di Giacomo Gullo
L’emozione dell’ex Consigli: «Atalanta, non vedo l’ora....»

«Sono cresciuto a Bergamo, è la mia seconda casa, una società seria e sana con alle spalle un bel progetto. Felice di aver fatto parte del club, ora però sarò avversario e voglio vincere»

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“Non vedevo l’ora che arrivasse”. Dopo una vita coi colori nerazzurri bergamaschi addosso, Andrea Consigli è pronto ad una prima volta speciale. Il Sassuolo ha puntato forte su di lui in estate, quando l’infortunio di Pegolo ha scombinato i piani di mercato della società neroverde, ma il portiere ha parole di miele per la squadra in cui ha trascorso, di fatto, l’intera carriera calcistica: “Sono cresciuto là, è la mia seconda casa. E’ una società seria, sana, che ha un progetto ben chiaro in testa. E io sono felice di aver fatto parte di quel progetto. Però adesso ho voltato pagina. Sabato l’Atalanta sarà un avversario e quindi va battuto”.

Sedici anni, però, non si dimenticano in pochi mesi. L’intera trafila delle giovanili a Bergamo, 193 presenze con la maglia della “Dea” tra i pro, la gran parte delle quali in serie A, una storia cominciata da giovanissimo, con le uniche due parentesi dei prestiti a Sambenedetto e a Rimini ad inizio carriera. Per questo Andrea Consigli non nasconde le sensazioni particolari che soltanto i grandi ex conoscono: “E’ la prima volta – racconta - che gioco contro l’Atalanta, sarà sicuramente emozionato: non vedevo l’ora che arrivasse questa gara. Però ci sono in ballo tre punti importanti, prima della sosta, che vanno a chiudere un periodo che c’ha visto trovare equilibri e maturare. E’ una partita che possiamo e dobbiamo far nostra, perché ci darebbe fiducia e una posizione di classifica più che buona”.

Lui, meglio di chiunque altro, può spiegare pregi e difetti della truppa di Colantuono, che, rispetto alla scorsa stagione, sono alle prese con una classifica deficitaria. Colpa, spiega Consigli, anche di qualche assenza che sta complicando il lavoro dei nerazzurri: “Adesso magari hanno qualche piccola difficoltà dovuta magari agli infortuni. Però l’Atalanta è una squadra che fa della solidità e dalla fase difensiva un punto di forza. Dovremo trovare le chiavi giuste per far male”.

Le stesse chiavi che a Verona domenica sono mancate ma che il Sassuolo ha mostrato di aver trovato contro Juventus, Parma ed Empoli. L’ottimismo di Consigli è figlio delle prestazioni di un Sassuolo che sembra aver cambiato passo: “Stiamo bene, stiamo trovando l’equilibrio che ci era mancato nelle prime giornate. E quindi stiamo crescendo: dal punto di vista della condizione, della fiducia nel proporre il gioco che vuole il mister”.

Un gioco che il Sassuolo dell’ultimo periodo ha saputo coniugare ad una nuova solidità difensiva. Tre gol subiti nelle ultime quattro gare sono un dato positivo per una squadra abituata, già dall’anno scorso, ad incassare tante reti: “Stiamo migliorando anche lì ma possiamo crescere ancora. Siamo sulla strada giusta”.

L’attacco in bianco al Bentegodi, invece, non preoccupa Consigli: “Abbiamo segnato alla Juve e fatto tre gol contro Parma ed Empoli. A Verona abbiamo affrontato una squadra che prima di tutto pensava a non farci giocare. Su un campo brutto, il Chievo è riuscito ad abbassare i ritmi per impedirci le nostre giocate ma non credo sia un problema degli attaccanti. Sono la nostra forza, sette gol in quattro partite non sono pochi”.

Ma contro l’Atalanta, sul piano tattico il Sassuolo rischia una partita analoga a quella di domenica scorsa: “Conoscendoli posso dire che verranno sicuramente qui a fare una partita accorta, perché sanno che attaccando la profondità possiamo far male. La difesa è stato un punto di forza per loro. L’anno in cui siamo partiti con sei punti di penalizzazione abbiamo chiuso con la quarta difesa del campionato, perché questa è l’impostazione che l’allenatore ha sempre dato alla squadra. Si difenderanno e proveranno a ripartire. Però sono convinto che abbiamo delle giocate per colpire anche queste squadre e sono sicuro che faremo bene”.

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