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Lewis sorride, Nando ha il broncio

di Andrea Gabbi
Lewis sorride, Nando ha il broncio

L’inglese lanciatissimo verso il titolo, ultimatum della McLaren ad Alonso: «Deciditi oppure...»

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Il Mondiale ha un padrone. Lewis Hamilton ha fatto centro anche negli Stati Uniti e ora comincia a sentire davvero il profumo del successo finale. Mancano due gare al sipario, 75 punti in palio. Tutto è ancora possibile, ma i 24 punti di vantaggio dell’inglese sul compagno di squadra Nico Rosberg al momento sono il miglior biglietto da visita da esibire in Brasile e ad Abu Dhabi. Fuori dal circuito invece la farsa continua, con i conti che non tornano e un Bernie Ecclestone che non sa più come fare per tenere uniti i fili di uno spettacolo che si sta sfaldando.

Vince il più forte. Il Gp di Austin ha detto una cosa fondamentale: la Formula 1 e i suoi valori sono ancora vivi. La noia, l’elettronica, i regolamenti possono cercare di soffocarla, ma non riusciranno ad annientarla. Succede ancora che il pilota possa fare la differenza. Hamilton ha sverniciato Rosberg e ha dimostrato di meritare il secondo titolo iridato della carriera. Lo ha fatto con stile, infilando il tedesco con una manovra ruvida e decisa. Vecchia maniera, stile Hamilton che forse tra i 18 in gara è il solo a ricordare i grandi di un tempo. Di calcoli ne fa pochi, per lui la cosa fondamentale è spingere e fare spettacolo. Ora però dovrà amministrare e non cadere nella trappola del punteggio raddoppiato nell’ultima gara dell’anno.

Una Ferrari inguardabile. È un vero peccato (per non dire un mortorio) seguire la Ferrari e la sua lenta e inesorabile agonia verso la fine delle ostilità, anche se il meteo (rischio pioggia) apre qualche spiraglio. Fernando Alonso vuole lasciare un bel ricordo nonostante il broncio. L’asturiano è sempre più vicino all’accordo con la McLaren motorizzata Honda, che proprio ieri gli ha dato un ultimatum: «Decida entro Abu Dhabi, altrimenti cerchiamo un’alternativa». Il motivo del tentennamento è chiaro: Nando vuole rassicurazioni sul progetto del team di Eric Boullier. Vuole una vettura in grado di giocarsi il titolo con le Mercedes. Ma sarà dura.

Aspettando Vettel. Intanto il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, sta cercando di limare i dettagli per l’arrivo in pompa magna di Sebastian Vettel a Maranello. A conti fatti più un’operazione di immagine che non la reale voglia di tornare a vincere. Già, perché Vettel dovrà mettersi a disposizione di un team che nel giro di pochi messi ha perso ogni punto di riferimento.

Alla caccia di soldi. Un fondo salvagente per arginare la crisi. I più ricchi che pagano per tenere a galla i più poveri. Capita anche questo nella Formula 1. Il disastro a livello gestionale messo in atto da Bernie Ecclestone e compagnia sembra non avere fine. L’ultima trovata è di pochi giorni fa, quando ad Austin il numero uno del Circus ha chiesto (o fatto finta di chiedere) ai top team di fare un sacrificio per rianimare le piccole scuderie. L’assenza di Caterham e Marussia negli Stati Uniti si è vista, se non altro perché al via sembrava una gara di kart più che la Formula 1. E allora che si fa? Si chiede una mano a chi i soldi (in teoria) ce li ha. Ora ci sarà da capire cosa vorranno fare le squadre, ma certamente non sarà una passeggiata da qui fino all’inizio della nuova stagione.

Forza Jules. Infine, un doveroso pensiero per Jules Bianchi, ancora in coma dopo il tremendo schianto in Giappone. La sua ripresa sarebbe la vittoria più bella. Per tutti.

@gabbiandrea

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