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La squadra fantasma che nessuno ha visto va riprogrammata

La squadra fantasma che nessuno ha visto va riprogrammata

Il campionato si chiede che fine abbia fatto il Modena della vigilia, la squadra candidata, per il precedente del campionato scorso e per una campagna acquisti lampo e sulla carta importante, a...

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Il campionato si chiede che fine abbia fatto il Modena della vigilia, la squadra candidata, per il precedente del campionato scorso e per una campagna acquisti lampo e sulla carta importante, a recitare un ruolo stabile nelle zone alte. Che fine abbia fatto quella squadra se lo chiedono anche Antonio Caliendo e Walter Novellino. Il Modena, pur giocandosi scommesse importanti davanti dopo le partenze di Babacar, Molina e Rizzo, sembrava avere le carte in regola per mantenere le attese della vigilia. Ma ha commesso un errore importante, decisivo: ha sbagliato il carburante da mettere nel serbatoio inserendo gasolio invece che benzina con tutte le conseguenze del caso. Motore imballato e una serie di infortuni da Guinness dei primati che non vuole saperne di concedere tregua. E quando le gambe non girano, la testa va loro dietro. Un Modena costantemente costretto a fermarsi ai box si è trovato anche penalizzato da qualche arbitraggio disgraziato, l’ultimo con l’Avellino, e oggi invece di sognare si trova ad annaspare sul campo e anche in classifica. Ma quel Modena che fine ha fatto? Nessuno può nemmeno azzardare una mezza analisi sul valore di quella squadra per non averla mai potuta vedere giocare assieme anche solo una volta. Oggi la società e Novellino raccolgono i cocci della scelta sbagliata del preparatore, una figura essenziale nel calcio moderno. Era successo anche nel campionato scorso, l’errore è stato ripetuto. Novellino ha puntellato la baracca puntando soprattutto a non prenderle e sulla fioritura di Granoche: dopo Vicenza, il Modena, pur camminando, era a ridosso della zona promozione, un mezzo miracolo per una squadra incapace di minacciare i portieri avversari. Le sconfitte di Varese e quella interna con l’Avellino hanno scoperto la pentola trascinando i gialli in una zona non proprio tranquilla. Dalla quale, è meglio non illudersi, è probabile che non se ne esca in fretta. Novellino ha cambiato il preparatore e ora deve guardare al futuro e la società con lui. La serie B è lunga, la rimonta non è impossibile, ma ora bisogna programmarla. Mettendo il carburante giusto nelle gambe dei giocatori e andando a rinforzare, e qui tocca alla società, i reparti più scoperti. Sugli esterni è notte fonda, davanti manca una punta in grado di saltare l’uomo e dare profondità e anche a centrocampo serve un giocatore di personalità che non offuschi Schiavone, insomma un’alternativa affidabile a Salifu che abbia un’altra sostanza rispetto a Osuji. (p.v.)

@PaoloVo305

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