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Giulio Marleci si arrende con onore

di Gabriele Farina
Giulio Marleci si arrende con onore

Boxe. Sfuma il sogno in finale regionale del talento dell’Accademia Pugilistica

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FERRARA. Sfuma il sogno di Giulio. La “Marleci Machine” s’incaglia sul più bello sullo scoglio Piccirillo. Il ventunenne del’Accademia Pugilistica Modenese perde la finale dei Campionati Regionali Elite, categoria 69 kg. Pantaloncini neri e maglietta rossa, Giulio inizia il riscaldamento già durante il terzo incontro della sfida organizzata dalla Pugilistica Padana. La squadra estense perderà 2-3 (pari l’ultimo match), ma la mente del pugile è già proiettata avanti. Qualche scambio di vedute con il compagno Francesco Vulcano (60kg), poi si sale sul ring. Thomas Piccirillo (Cattolica Boxe) è subito aggressivo. Più che i (pochi) mesi di differenza tra i due incide l’esperienza. Il modenese subisce colpi ai fianchi, entra in difficoltà con i montanti e va più volte alle corde prima del gong che lo riporta all’angolo. Il coach Alessandro Gariboli lo esorta a cambiare ritmo e il consiglio sembra efficace: Giulio riparte con un altro ritmo nelle gambe. Piccirillo diventa il perno attorno a cui ruota il suo gioco, fatto di sinistri “esplorativi” e destri esplosivi. Il cattolicese fatica ad andare a segno, mantenendo sempre un’attenta difesa, poi si riprende. Giulio torna all’angolo dopo aver reagito, ma la ripresa ai punti può benissimo essere assegnata ancora al rivale. “Giu-lio, Giu-lio”, scandiscono più forte i tanti fan accorsi al PalaPalestre per sostenerlo. Oltre al fratello, ci sono amici e pugili di ambo i generi, accomunati dall’appartenenza ai colori dell’Accademia. Il loro sostegno sembra entrare nei muscoli del pugile. La partenza è ancora più aggressiva della precedente. Per la prima volta Piccirillo fatica a tenere il centro, mentre Giulio attacca come non mai. Una volta rischia di perdere l’equilibrio, ma l’avversario è finalmente alle corde. L’entusiasmo dura mezzo minuto, poi il romagnolo riprende il centro. Una lunga serie di colpi, da una parte e dall’altra, precede il terzo gong. L’ultima ripresa è a favore di Giulio, ma non basta per conquistare il titolo regionale e accedere ai Nazionali. «È mancata principalmente la grinta - riconosce il pugile - l’avversario era più bravo. Mi mancava la voglia in più di vincere, avevo troppo stress addosso».

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