Il Carpi va in fuga e fa il vuoto dietro
In testa cadono tutte, il successo sul Cittadella vale oro
Di nuovo da solo, dopo una settimana a braccetto con il Frosinone. Da queste parti fa ancora un certo effetto vedere il Carpi così in alto, pensare che un solo gradino più su c'è la Serie A. Alla festa sono invitate di diritto Pescara, Ternana, Vicenza e Latina. Vincendo o pareggiando hanno fermato tutte le inseguitrici. Altro sintomo di estremo equilibrio, trappola da cui dovrà guardarsi anche il Carpi. Nel frattempo i punti sulla inseguitrice ora sono 3, alla dodicesima erano 2. Addirittura 4 sulla terza e 7 sulla nona, prima esclusa dalla zona playoff. I playout sono distanti 13 lunghezze, sempre che in questo momento qualcuno abbia voglia di guardare laggiù. Numeri davvero roboanti, che lasciano i tifosi guardarsi stupiti.
OPERAI IN PARADISO
Difficile comprendere come una squadra possa perdere tutti i suoi pezzi tecnicamente migliori (sulla carta), i vari Colombi, Sgrigna, Ardemagni, Pesoli, Memushaj, e scoprirsi più forte. Molto più forte. E' uno dei miracoli del calcio, di quello "operaio", come piace definirlo al patron Stefano Bonacini. E questi sono i dati di fatto. Incontrovertibili. Anche perché il Carpi, lì in cima, merita di starci. Gioca un calcio piacevole, pieno di cuore e passione come piace al pubblico. Possiede personalità, carattere e più qualità di quanta gliene sia accreditata.
NUMERI DA PAURA
E poi ci sono i numeri. Impressionanti: 28 punti in 14 partite. Nella scorsa stagione non c'era arrivato nessuno. Con queste medie si chiude a 84, cioè in Serie A. La differenza reti dice più 13 grazie a 27 gol fatti. Per intenderci: alla stessa giornata, la Juventus dei record nel 2006-07 ne fece 22. Segnano tutti, ma proprio tutti: 8 dalla difesa, altrettanti dal centrocampo, 11 dall'attacco. E se c'era la curiosità di sapere quanto questa squadra poteva essere Mbakogu dipendente, la risposta è arrivata chiara ed eloquente: cinque gol, di cui tre da chi ha sostituito il nigeriano, Inglese e Lasagna. Ora, mantenere la barra sulla salvezza e sui 50 punti può anche essere un sano esercizio di scaramanzia, ma pensare ad altro vien naturale.
Ad esempio ai punti che attualmente separano il Carpi dalla nona in classifica, la prima squadra esclusa dai playoff.
Perché lo spauracchio sarà pure il Lanciano, che l'anno scorso arrivò alla quattordicesima con 27 punti e poi non disputò neppure l'appendice del campionato, ma le statistiche della Serie B stanno tutte dalla parte del Carpi.
TRAMPOLINO DI LANCIO
Da quando la cadetteria è composta da 22 squadre, ossia dalla stagione 2004-05, sono solo 14 le compagini che alla stessa giornata hanno girato con 28 punti o più. Di queste, 8 sono finite dritte dritte nella Serie maggiore, 2 ci sono arrivate attraverso i playoff. Altre 2 hanno perso la finale (Albinoleffe e Mantova), le rimanenti sono uscite in semifinale (Sassuolo e Pisa). Si voglia o meno alzare l'asticella, diventa complicato impedire ai tifosi di sognare. Quindi, ci si armi pure di cornetti e peperoncino e si getti sale dietro la porta. L'importante sarà aprire gli occhi il più tardi possibile.
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