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Lorenzo Vandelli vola con la nazionale di wheelchair hockey

di Davide Berti
Lorenzo Vandelli vola con la nazionale di wheelchair hockey

Il giocatore di Spilamberto e fondatore del Sen Martin convocato con l’Italia per il ritiro azzurro del 29 novembre

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Lorenzo Vandelli in nazionale. Il ragazzo di Spilamberto, fondatore della squadra Sen Martin di Modena, i famosi coccodrilli che girano l’Italia a giocare a wheelchiar hockey, l’hockey in carrozzina che raduna ragazzi con diverse disabilità, vestirà la maglia azzurra nel raduno che la federazione ha calendariato per il week end del 29 e 30 novembre proprio a Modena.

Un prestigioso riconoscimento per uno dei talenti sportivi più illuminati della nostra provincia: Lorenzo è disabile da ormai 19 anni e fin da quando la malattia lo ha colpito ha subito cercato di impegnarsi dedicando il suo tempo all’integrazione delle persone affette da disabilità attraverso lo sport.

«Ho iniziato a giocare Bologna - spiega Lorenzo, con un passato da amatore tra calcio, calcetto, nuoto, tennis, un vero sportivo - e dopo alcuni anni avevo voglia di tornare verso casa. Adesso sono sei anni che c’è la squadra del Sen Martin e abbiamo ottenuto importanti risultati dentro e fuori dal campo: mi sono detto che la cosa più bella sarebbe stata creare una esperienza simile proprio a Modena, radunando ragazzi che fino a quel tempo non sapevano nemmeno cosa fosse lo sport. È stata una mezza impresa ma ce l’abbiamo fatta».

I pensieri di Lorenzo vanno indietro negli anni: «Io sono stato sportivo da quando sono nato, ho fatto di tutto. L’impatto grosso, nel momento della malattia, per me è stato proprio quello: fermarsi. Per alcuni anni sono rimasto nello sport allenando i normodotati, così ho cercato uno sport per rimettermi in movimento e rimettermi in gioco: prima individuale, poi l’hockey in carrozzina. E qui mi sono fermato. Lo sport è bello quando si fa in squadra».

Ed ecco il Sen Martin e lo spirito che porta:«Lo sport ti tiene vivo, ti dà la possibilità di confrontarti con te stesso, di viaggiare, di conoscere persone e di stare in mezzo alla gente. Per ragazzi che hanno problemi mediogravi come i nostri significa avere una possibilità, per tutti, anche quelli che fino al giorno prima stavano in casa pensando di non dover fare nulla. Questa nazionale è una grande soddisfazione dedicata a tutti».

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