L’arbitro Merchiori, un vero cecchino
Rigori inventati, espulsioni ingiuste di conseguenza. Una direzione indecente
Parla una lingua d’altri tempi il Carpi di Castori. La stessa di romanzi picareschi che raccontano le gesta eroiche di Cavalieri erranti lancia in resta contro le ingiustizie. Che sono quelle confezionate dal signor Merchiori di Ferrara, inventatosi artificiere. Una giornata davvero discutibile quello della giacchetta nera: accende la prima miccia al 33’ fischiando una trattenuta di Suagher su Andrea Caracciolo. La vede solo lui. Non protestano neppure i bresciani. Il Carpi sale sul levriero e carica con rabbia. Ma non basta, perché Merchiori si rimette l’elmetto e stavolta la bordata fa malissimo. Altra trattenuta veniale in mezzo all’area. Stessi protagonisti, altro rigore, fuori Suagher per doppia ammonizione, fuori Bianco per proteste. Una strage. Ma il levriero malconcio deve resistere a un’altra palla di cannone, materializzatasi con il rigore, ancora inesistente, fischiato per fallo di Letizia su H’Maidat. I due si scontrano quasi fortuitamente lontano dalla palla. 3-1 in 9 contro 11. E’ una lotta contro i mulini a vento. Impossibile non perdersi d’animo. Tranne per questo Carpi, che trova il suo Don Chisciotte in Roberto Inglese. Aiutato a sorpresa dallo stesso Merchiori, che si inventa il quarto rigore di giornata per una trattenuta di Caracciolo, questa volta Antonio, sullo stesso Inglese . La giornata della giacchetta nera si conclude con tre espulsioni (anche il preparatore dei portieri Perrone tra i due tempi), quattro rigori e 11 di ammoniti. Un ingiustificabile bollettino di guerra.
Fabio Garagnani
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