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Serafini: «Terraquilia, ci credo ancora»

Serafini: «Terraquilia, ci credo ancora»

Pallamano. Il tecnico dopo il rovescio in Estonia: «Sarà dura ma non m’arrendo»

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«Ci proveremo fino in fondo». Davide Serafini non ammaina bandiera bianca. Il passivo rimediato in Estonia (36-24) è stato pesante, ma l’allenatore della Terraquilia ci crede ancora. «Partiremo per provarci fino alla fine - commenta il tecnico - mettendo in campo l’orgoglio. Speriamo che il Polva Serviti possa venire tranquillo e noi di avere la forza fisica e mentale per metterli sotto pressione». Per i biancorossi l’esordio assoluto in Europa è coinciso con il primo stop stagionale. «Per crescere dobbiamo partire dalle sconfitte - aggiunge Serafini - capendo cosa ci manca. Una squadra come quella estone mette in luce tutti i nostri limiti. Non siamo riusciti a mantenere la concentrazione per tutta la partita. Avevamo Sperti indisponibile, Giannetta e Pieracci non si sono allenati, Carrara solo a singhiozzo. Zoboli non c’era. Loro avevano sedici giocatori, più giovani e più abituati a quei ritmi». I carpigiani sono partiti bene in entrambi i tempi, perdendosi alla distanza. «Il primo break a 5’ dalla fine del primo tempo ci ha demoralizzati, in Europa le palle perse e gli errori al tiro vengono puniti immediatamente. Siamo ripartiti molto bene, sfiorando il meno tre. Poi di nuovo 5’ di blackout e siamo tornati al meno sette. Ci siamo esposti ai loro contropiede fino al meno dodici, troppo severo per la nostra prestazione e i valori in campo». In Italia la squadra vincitrice della Supercoppa italiana ha chiuso gare anche con 30 reti di vantaggio.«La formula del campionato non ci aiuta per competere in Europa - spiega Serafini - dopo venti minuti le partite sono già chiuse. Bisogna tornare alla vecchia formula della serie A unica, cercando di ampliare le esperienze internazionali, anche con tornei. Il campionato così com’è non ti prepara bene per sfide così probanti come quelle europee». Sabato, al Pala Bursi di Rubiera, servirà tutta un’altra Terraquilia. «Recupereremo anche Zoboli, lavoreremo su ritmo, intensità e concentrazione. Passare il turno sarà veramente difficile, ma ci proveremo».

Gabriele Farina

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