“Riforma Tavecchio”: al Sassuolo serviranno nuovi Berardi e Chibsah
La riforma Tavecchio, il provvedimento approvato della Figc giovedì scorso con i soli voti contrari di Aic (Assocalciatori) e Aiac (Assoallenatori), dovrebbe suonare come una mini-rivoluzione nel...
La riforma Tavecchio, il provvedimento approvato della Figc giovedì scorso con i soli voti contrari di Aic (Assocalciatori) e Aiac (Assoallenatori), dovrebbe suonare come una mini-rivoluzione nel calcio italiano, con i club di serie A che dalla stagione 2016/17 saranno obbligati ad adeguarsi a regole più rigide per quanto riguarda il tesseramento di giocatori extracomunitari e la valorizzazione dei giovani italiani, cresciuti sia nel proprio settore giovanile che in quello di altri club. Già dalle prossime sessioni di mercato le società si muovano inevitabilmente con l’intento di iniziare ad adeguarsi a quanto entrerà in vigore nell’estate del 2016, non molto avanti nel tempo a pensarci bene. Il punto principale della riforma Tavecchio riguarda la limitazione delle rose dei club di serie A a 25 giocatori, su modello Uefa, con criteri ben precisi: quattro giocatori dovranno essere cresciuti nel proprio settore giovanile, quattro in vivai italiani e 17 non avranno vincoli per quanto riguarda gli over 21, mentre gli under 21 potranno essere tesserati in maniera illimitata, considerando - sostiene la Figc - che il 75% di questi attualmente è di nazionalità italiana. I calciatori extracomunitari tesserabili resteranno sempre due, ma per uno è prevista la norma del curriculum sportivo (almeno 5 convocazioni in Nazionale negli ultimi tre anni). È bene soffermarsi per un attimo sui giocatori, 8 in tutto, nati nella propria società e in altre italiane: ribadendo che si tratta di over 21, per essere considerati “prodotti del vivaio” questi calciatori dovranno aver giocato tra i 15 ed i 21 anni nella stessa squadra per tre anni o per un totale di 36 mesi, anche in prima squadra. Se queste regole entrassero in vigore oggi, quale sarebbe la situazione del Sassuolo? Unica società di serie A senza extracomunitari (Taider ha il passaporto francese, Chibsah quello italiano, Vrsaljko è comunitario da quando, l’anno scorso, la Croazia è entrata nell’Unione Europea), dei 28 giocatori oggi in rosa ne ha più di 20 che vantano il requisito di aver militato per almeno 36 mesi, tra i 15 e i 21 anni, in una stessa società italiana. Per quanto riguarda i “prodotti del proprio vivaio”, che ribadiamo devono essere over 21, in questo momento il club neroverde ne sarebbe sprovvisto, ma nell’estate del 2016 il numero triplicherebbe grazie a Chibsah, Berardi e Gliozzi, seppure quasi sicuramente Berardi non vestirà più il neroverde. Proprio questi tre giocatori sono attualmente gli unici under 21: escludendoli, la rosa diventa di 25 elementi, quattro in più rispetto a quelli che vorrebbe la riforma proprio perché mancano i quattro giocatori over 21 “prodotti del vivaio”. Resta dunque solo da adeguare la voce dei giocatori cresciuti nel Sassuolo tra i 15 e i 21 anni, con la possibilità di richiamare alla base qualche ex Primavera come Guido Gomez, ora in prestito alla Juve Stabia e autore sabato di una doppietta contro l’Aversa.
Marco Costanzini
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