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Cagliari-Modena, la partita più pazza di Coppa Italia

di Giovanni Balugani
Cagliari-Modena, la partita più pazza di Coppa Italia

Zeman e Novellino: «Lo spettacolo che vuole la gente». Ma i gialli, beffati 3 volte, ed eliminati hanno 120 minuti di fatica nelle gambe con il Livorno alle porte

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Se qualcuno nei pianti alti della Lega sta pensando a come rivitalizzare la snobbata Coppa Italia, gli suggeriamo di mettersi comodo e riguardarsi il 9-8 di Cagliari-Modena, uno spot perfetto per la competizione nazionale. Se tutte le partite di calcio fossero come quelle di giovedì al Sant'Elia anche il problema degli stadi vuoti si risolverebbe in un batter d'occhio, perché chi si è perso lo spettacolo offerto dalle due squadre può mangiarsi le mani. Per una volta prima dei tatticismi ha prevalso la voglia di vincere ad ogni costo e il merito di oltre 120' di adrenalina va equamente spartito tra le due formazioni: ai canarini un plauso per essere stati in grado di scappare per ben 4 volte in casa di una squadra di serie A e agli isolani l'onore di aver ribattuto colpo su colpo strappato con tenacia il pareggio finale sul filo di lana in due occasioni. Uno spettacolo reso possibile solo dal talento dei giocatori, primo fra tutti quello di Granoche ancora in gol con una doppietta e che stavolta, invece del letale colpo di testa, ha scelto la classe e la tecnica, mettendo a sedere gli avversari come birilli qua e là per il terreno del Sant'Elia. E poi quelli di Cossu, suoi i palloni filtranti in area canarina da cui nascono le reti rossoblù, e di Longo, il cui ingresso ha rinvigorito un Cagliari ormai barcollante sotto i colpi gialloblù. Insomma un mix letale a cui soltanto 7 serie di calci di rigore hanno dato fine, con purtroppo sorrisi e festeggiamenti solo di marca rossoblù. Un profondo rammarico pervade l'intero ambiente gialloblù, perché si sarebbero spalancate le porte degli ottavi di finale per il Modena, che sarebbe stata la sola eccezione di una competizione ora esclusivamente riservata a squadre di serie A (d'altronde l'attuale formula privilegia in maniera eccessiva i club di massima serie). Il club canarino poteva essere il "rompiscatole" tra i grandi del calcio, giocandosi anche un derby con il Parma, con uno sguardo rivolto al Juventus Stadium per i quarti. Purtroppo il cassetto dei sogni si è richiuso sul piattone di Cionek (brasiliano sì, ma dai piedi più polacchi e non ce ne voglia "the wall") ed ora si ritorna al pane quotidiano canarino, ovvero il campionato. Lunedì arriva il Livorno in una gara assai complessa e contro una formazione che viaggia in zona playoff, quella che nessuno in casa canarina vuole nominare, ma che è l'obiettivo della stagione. Di sicuro le scorie dei 120 minuti si faranno sentire sui titolari scesi in campo al Sant'Elia (Granoche, Schiavone e Cionek gli stakanovisti), ma per una volta le considerazioni più razionali è giusto che vadano accantonate di fronte allo spettacolo di giovedì. Il calcio è divertimento e la partita di giovedì ne è il miglior spot immaginabile.

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