Il Carpi sbanca Bari e fa il vuoto dietro
Mbakogu colpisce: la terza a -6. Minelli nega il pari al Bari
BARI. "Mastica e sputa" ripeteva ossessivamente Fabrizio De Andrè nella sua "Ho visto Nina volare". Simboleggiava l'incedere cadenzato e faticoso della vita. Al San Nicola, il Carpi ha "masticato e sputato" per quasi cento minuti: ha sprecato, poi saputo adattarsi al gioco attendista del Bari e ancora colpire e soffrire dannatamente di fronte all'assalto dei galletti. E al triplice fischio, ad aprire le ali è stato proprio il biancorosso di Castori. "Ho visto il Carpi volare" potranno raccontare i tifosi che con occhi ancora increduli si godono il crescendo: ancora il primo posto per l'ottava giornata consecutiva, quattro punti di vantaggio sulla seconda, sei sulla terza. Il miglior attacco e, da nove giornate a questa parte, anche la miglior difesa. Non si sta lassù per caso. Non dopo 17 giornate di campionato. E Porcari e compagni l'hanno dimostrato nei sei lunghissimi minuti di recupero, di fronte all'arrembaggio disperato dei ragazzi di Nicola che possono recriminare su un episodio molto dubbio a loro danno: un gol non visto dall'arbitro Minelli di Varese su un colpo di testa di Caputo che pare aver oltrepassato la linea prima della manata di Gabriel. Il giustiziere del Bari, e non potrebbe essere altrimenti, porta il nome di Jerry Mbakogu, che contro i galletti pare avere un conto in sospeso: sei reti in altrettanti incroci. L'unica nota stonata è arrivata da Romagnoli. Al termine di una prestazione impeccabile, il centrale difensivo carpigiano si è accasciato al suolo ed è stato costretto ad uscire in barella. Sembrerebbe solo una botta alla caviglia, ma se ne saprà di più nei prossimi giorni. In avvio, nel Carpi c'è Di Gaudio, che un po' a sorpresa è preferito a Letizia. Per il resto la formazione è quella annunciata, con Concas in trequarti e Pasciuti in fascia. Sul fronte opposto, il polacco di scuola fiorentina Wolski prende il posto di Sciaudone, bloccato dal giudice sportivo. Parte fortissimo il Carpi. Aggredisce a centrocampo e toglie respiro ai galletti, che in possesso palla si vedono puntualmente piombare addosso due avversari. La squadra di Nicola pare annichilita ma è graziata dall'imprecisione sotto rete degli ospiti. Nei primi sette minuti gettano alle ortiche il gol del vantaggio con Romagnoli e due volte con Mbakogu. La prima conclusione barese arriva al 19' con Romizi dai 25 metri, risponde Gabriel con i pugni. Ma il Bari ha ormai capito che non è aria di spregiudicatezza e si rintana nella propria metà campo, cercando di coprire gli spazi e di soffocare con Wolski l'avvio della manovra carpigiana. La tattica dà i suoi frutti perché costringe il Carpi a snaturare il gioco e a concedere qualche spazio di troppo. Il Bari tenta di approfittarne, ma a parte un paio di tentativi dalla distanza non impensierisce Gabriel. Il tempo si chiude su una conclusione in cielo di Romagnoli da posizione favorevole. Al rientro in campo, il Bari si fa trovare sbilanciato all'8': Lollo ruba palla a Romizi e verticalizza per Mbakogu che brucia Contini sullo scatto e poi anticipa Donnarumma in uscita. Il portiere riesce solo a deviare, e la palla rotola lemme lemme in porta. Nell'occasione, Romizi si infortuna e costringe Nicola al primo cambio con l'ingresso di Gomelt. Ma le emozioni sono solo all'inizio. Al 16' c'è gloria per Gabriel, che si supera togliendo da sotto la traversa la punizione di Galano. Due minuti dopo, mentre Struna e Stoian litigano nella metà campo biancorossa, Contini rifila una manata in faccia a Mbakogu senza che l'arbitro e il guardalinee se ne accorgano. E' il primo errore di una conduzione arbitrale altrimenti più che sufficiente. Il secondo grazia il Carpi e arriva al 25' quando Caputo colpisce di testa a colpo sicuro e Gabriel la leva dall'angolo. L'estremo difensore ha i piedi dentro la porta e la palla pare aver oltrepassato la riga. Al 37' il Bari rimane in dieci: Sabelli la colpisce con la mano e l'arbitro estrae il secondo giallo. Due minuti dopo Romagnoli esce dal campo in barella, costringendo mister Castori a inserire Sabbione. Ora la difesa è a cinque, un bunker allestito per resistere a un Bari che ormai gioca sul filo dei nervi. Lasagna spreca un contropiede poi De Luca manca il bersaglio di testa spalle alla porta. I sei minuti di recupero sono lunghissimi, ma il Carpi non corre altri pericoli.
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