Paltrinieri è oro mondiale nei 1500 sl
Nuoto. Il carpigiano salva la spedizione azzurra a Doha stabilendo il record europeo in vasca corta: «Non me l’aspettavo»
La faccia di un bambino, l’istinto di uno squalo. Gregorio Paltrinieri ha conquistato l’unica medaglia d’oro italiana ai dodicesimi Campionati del mondo di vasca corta. A Doha (Qatar) il carpigiano ha dominato la gara dei 1.500 stile libero. Una prestazione impreziosita dalla gemma del record europeo (14’16”10). È il primo azzurro a salire sul gradino più alto del podio nella competizione sulla distanza del chilometro e mezzo. «Non mi aspettavo di vincere questa gara - ha dichiarato Greg - mi sentivo bene in vasca, ma è la prima gara in questa stagione, quindi non ero sicuro. Il tempo è fantastico e sono veramente felice». Come non potrebbe esserlo, Gregorio? Ad appena vent’anni è già l’atleta su cui dovrebbe puntare la Federazione azzurra. Alla vigilia il personale di Paltrinieri era di 14’27”65 e lo aveva fatto segnare l’8 agosto 2013 a Eindhoven. Erano alte, invece, le aspettative per Federica Pellegrini, che lanciava l’assalto all’unica medaglia che le manca in carriera. Mentre la veneta usciva quinta dai 100 metri, con il record mondiale strappato dalla svedese Sarah Sjoestrom, Gregorio si preparava alla festa: il podio iridato, l’Inno di Mameli tra gli applausi ritmati del pubblico, il morso alla medaglia. Un successo costruito, bracciata dopo bracciata, in una gara in cui tutti gli avversari hanno ceduto man mano il passo. A partire dall’amico-rivale Gabriele Detti, che ha tentato di fare la lepre nelle prime due vasche, cedendo subito il ritmo al connazionale. Ancora, il canadese Ryan Cochrane, storico avversario dell’azzurro, che già dopo 250 metri era lontano. Infine, lo sfidante per antonomasia: Oussama Mellouli. Il tunisino, oro alle Olimpiadi di Pechino 2008, è rimasto in scia fino ai 300 m. Uno scatto d’orgoglio a metà gara lo ha riavvicinato all’azzurro, ma era tutto sotto controllo. Gregorio ha accelerato e i secondi di vantaggio sono cresciuti: due, tre, quattro. Solo negli ultimi cinquanta metri, con il risultato in cassaforte, il talento di Tunisi è tornato a rivedere Greg più da vicino. Il carpigiano non ha diminuito l’intensità delle bracciate, planando verso un traguardo e una serie di record. Dal primato italiano strappato a Federico Colbertaldo (14’24”21) al record europeo, strappato di appena tre centesimi al russo Yuri Prilukov. Un tempo che resisteva da otto anni, stabilito ai Campionati del mondo di Helsinki 2006. «Ho provato a partire più veloce - ha aggiunto il carpigiano, rivelando il “segreto” del successo - e a resistere per tutti i 1.500 metri. Ho trascorso un mese in Australia per allenarmi, cambiando un po’ la mia tecnica. Sono davvero soddisfatto della mia prova». La sua “prima” ai Campionati del mondo ha il sapore della restituzione. Il 6 febbraio, infatti, a Gregorio era stato tolto l’oro di Istanbul 2012. Il danese Mads Glaesner, vincitore dei 1.500 metri, era stato trovato positivo a un controllo antidoping. In un primo tempo la medaglia era andata al secondo, cioè Paltrinieri. Dopo il ricorso del nuotatore di Kastrup, la Federazione era tornata su suoi passi. «In realtà è come se non l’avessi mai vinta, di fatto mi aveva battuto lui», aveva spiegato allora. Aveva ragione lui: vincere così è ancora più bello.
Gabriele Farina
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