Modena ha il re del gol, ma l'attacco è da rifare
Granoche capocannoniere della B, ma Ferrari, Marsura, Luppi, Gatto e Beltrame non hanno rispettato le attese;servono tre giocatori sul mercato
Vedere l'ex canarino Luca Rizzo brillare allo Juventus Stadium contro i campioni d'Italia e togliersi addirittura lo sfizio di fare una giocata di tacco da cineteca inorgoglisce Walter Novellino e tutti i tifosi gialloblù, che quelle giocate se le sono godute per un'intera stagione al Braglia. Ma la figura di un Rizzo da sette in pagella in serie A o quella di Babacar che segna gol eccezionali con la maglia della Fiorentina o ancora di Molina che riesce a ritagliarsi uno spazio decoroso nell'Atalanta fanno a pugni con l'immagine sbiadita del Modena visto al Cabassi. Perché quei tre talenti non sono stati sostituiti in maniera adeguata. Non era un'operazione facile, anzi era impossibile centrare nuovamente un tris del genere, ma chi è stato chiamato a sostituirli è ben al di sotto delle aspettative iniziali. Nel derby di sabato, come già visto in diverse occasioni in stagione, Zoboli e compagni dalla metà campo in giù hanno retto l'urto degli avversari e al miglior attacco della serie B hanno concesso una sola rete, per giunta su palla inattiva; non è un caso che la difesa del Modena resti la migliore dell'intera categoria nonostante il gol di Mbakogu, che è stato il numero 13 subito da Pinsoglio dall'inizio dell'anno. I drammi sono nella metà campo avversaria, dove regna una sorta di deserto di idee e qualità in cui esiste una sola oasi refrigerante, ovvero Pablo Granoche. Ma al diablo non si può chiedere tutto, anche perché è già oltre i limiti umani con 12 gol in 18 partite; è il resto degli attaccanti e degli esterni offensivi che deve dare di più. Colui che nei piani della società e di Novellino doveva essere la spalla dell'uruguaiano, Nicola Ferrari, è la più grande delusione della stagione e il rammarico maggiore per il tecnico e Antonio Caliendo. Finora ha giocato 540' in campionato e il dato dei gol segnati è ancora fermo a zero: che non fosse un goleador era cosa nota, ma ci si attendeva un contributo ben maggiore sul piano delle prestazioni e della continuità di rendimento. I problemi fisici possono essere una giustificazione, ma non cambiano la realtà dei fatti. Circa gli stessi minuti, 537, li ha giocati anche Davide Luppi e la musica non cambia: zero gol segnati e un rendimento altalenante. In questo caso le attenuanti derivano dal salto di categoria, mal digerito dal giocatore che non riesce ancora ad alternare la giocata individuale a quella di squadra. Poi c'è Stefano Beltrame con 493 minuti in stagione e nessun gol. Tra tutti è sicuramente quello che ha fatto vedere qualcosa in più, ma al momento non è ancora fisicamente all'altezza della serie B: belle accelerazioni e buone idee, che però spesso si infrangono sulle montagne di muscoli che sono i difensori cadetti. Infine ci sono due vere e proprie meteore come Davide Marsura (156 minuti giocati) e Alessandro Gatto (49), il cui apporto finora non è stato significativo e ci sono diversi dubbi anche sulla loro capacità di poter giocare al momento in serie B. Il quadro è desolante e non a caso il Modena è terzultimo al dato dei gol fatti con 16 marcature, di cui 12 ad opera del solo Granoche, che meriterebbe una spalla in grado di portare questo nome per il sudore che ogni sabato mette a disposizione di se stesso e della squadra. Giovanni Balugani
Il punto di Paolo Vecchi
Servono tre uomini di qualità
Il derby è stato spietato nei confronti dell’attacco del Modena: da rifare. Diciotto giornate sono un parametro molto generoso nei confronti di squadre e giocatori e di fronte all’imminente riapertura del mercato è ora di tirare le somme. A parte Granoche, orgoglioso capocannoniere della B in una squadra che non riesce a creare un’azione da gol, il reparto è da ricostruire. Marsura, Beltrame, Ferrari, Luppi e anche Gatto, infatti, hanno fallito primo, secondo e terzo grado di giudizio. L’incapacità del Modena di organizzare anche una mezza fase offensiva è angosciante e il derby è stato solo l’ultimo di una lunga serie di flop degli avanti canarini. I gialli hanno una grande difesa, un centrocampo all’altezza, ma sulla trequarti avversaria diventano imbarazzanti. Palla a Granoche e a Nizzetto sperando in Dio. Non si può costruire una rimonta partendo da una situazione del genere, talmente lampante da essere accecante. Servono una punta capace di saltare l’uomo e di dare profondità alla manovra, un esterno d’attacco che punga veramente e non guasterebbe un centrocampista, un uomo alla Bianchi come l’anno scorso, per ovviare alla penuria di uomini nel settore. Non pedine qualsiasi, ma uomini di qualità in grado di cambiare il volto offensivo di una squadra che così com’è ora può dimenticarsi qualsiasi sogno di rimontare in un campionato che, Carpi a parte, pare stia aspettando gli uomini di buona volontà. Antonio Caliendo ha ammesso di aver chiaro il problema, confidiamo che lo risolva ingaggiando gli uomini giusti. Flashback sul derby. Il Carpi ha la squadra perfetta per un campionato dal livello tecnico non eccelso. Una squadra potente con chili e centimetri, aggressiva, sorretta da una condizione atletica clamorosa e bravissima a sfruttare l’annata d’oro di Mbakogu. Una squadra anche nell’anima, un carrarmato che avanza dal primo all’ultimo minuto calpestando chi cede fisicamente. Se nessuno dietro si sveglia e riesce a mantenere la stessa condizione per 42 giornate può arrivare a traguardo. Il Modena è poco distante dai playoff, ma rispetto ai biancorossi è orfano di un reparto, l’attacco. Se colma la lacuna può inserirsi nei giochi che contano.
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