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Quiroga e Pupo Dall’Olio «Quella Panini del record»

Quiroga e Pupo Dall’Olio «Quella Panini del record»

Raul: «Non potevamo sbagliare dopo la finale persa nella stagione prima» Il regista: «Squadra che aveva grandi giocatori ed era avanti rispetto ai tempi»

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Anche i grandi della Panini di allora applaudono i loro eredi.

Raul Quiroga, dall’Argentina, fotografa alla perfezione le emozioni di allora, quasi non fossero mai passati 28 anni dal record di quella Panini.

«Sono molto felice che Modena abbia di nuovo una squadra così forte. Vincere 8 partite di fila per 3-0 non è mai facile. E poco importa che gli avversari siano più o meno forti di allora. Non perdere mai un set è una dimostrazione di grande concentrazione da parte dei ragazzi e di una forza tecnica eccezionale. È un buon auspicio per il vero tragiardo che sappiamo tutti qual è».

«Fare paragoni tra squadra tanto lontane nel tempo è impossibile. Io posso dire come era l’atmosfera di allora: la nostra Panini, e dico “nostra” perché per me era come una famiglia, veniva da una grande delusione, la sconfitta nella finale contro Bologna a Reggio Emilia nella bella della finale dei play off. Fu un dolore sportivo così grande che lo portammo dentro per tutto il campionato successivo, proprio quello 1985/’86 e ci diede la forza per essere concentrati sempre di più in ogni partita. Ecco perché vincemmo 3-0 quelle 8 partite. Noi avevamo solo un desiderio, cancellare la sconfitta di un anno prima e ridare la felicità ai nostri tifosi. Quando vincemmo la finale a Bologna fu come una liberazione per tutti: avevamo fatto bene il nostro lavoro e Modena poteva essere di nuovo dopo 10 anni dove dovea stare, cioè poù in alto di tutti».

«La squadra di oggi mi piacerebbe vederla giocare. Bruninho è un fenomeno, in chi mi rivedo? Non lo so, posso dire che il francese (N’Gapeth ndr) è bravo tanto, estroso, a me piace tanto, sono contento che abbia il numero 9 che avevo io, la mia maglia è in buone mani».

Francesco Dall’Olio, in arte “Pupo”, è stato il direttore di quell’orchestra meravigliosa.

«Quando vedo giocare la squadra di oggi vedo molte analogie con la Panini di allora. Ha giocatori molto forti, che sanno fare tutto, proprio come era in quei tempi: gente come Martinez, Cantagalli attaccano in primo tempo e in combinazione. All’epoca mi sentivo come credo si senta oggi Bruninho, cioè felice di poter scegliere tra tante soluzioni e per un palleggiatore è qualcosa di molto bello. E poi c’era Quiroga, quando si faceva dura davi la palla a Raul e lui la metteva a terra. Penso di non essere presuntuoso se dico che quella Panini era avanti rispetto ai tempi, era forte e giocava una grande pallavolo»

«Sotto l’aspetto mentale il fatto di aver perso lo scudetto l’anno prima ci diede una motivazione ancora più forte e fu determinante. Non dobbiamo poi dimenticare l’arrivo di Velasco che portò metodologie differenti e completamente diverse per gli Anni Ottanta nel modo di preparare le partite e di di affrontarle. Quel record di 3-0, insomma non arrivò per caso e fu una bella impresa perché il livello non era basso, tutt’altro».

«Alla squadra di oggi l’augurio che posso fare personalmente è di ripercorrere il cammino di quella Panini in Italia ed in Europa».

Fabio Rossi

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