Il Carpi a muso duro, Lanciano non passa
Rossoneri avanti con Bacinovic, Gagliolo firma il pareggio
LANCIANO. Di tutte, è stata probabilmente la prova più difficile. Per varie ragioni. Il Carpi dimezzato da squalifiche e infortuni innanzitutto: undici quasi obbligato e una panchina piena di neofiti, con il giovane Mazzariol alla prima convocazione della stagione. E poi c'erano la vittoria nel derby e il decimo risultato utile consecutivo. Lecito che gli inseguitori si attendessero un calo di tensione, una pausa ristoratrice per un gruppo che dal primo minuto di questo campionato corre ai cento all'ora. Speranze mal riposte. I ragazzi di Castori, per l'ennesima volta, si son tolti lo sfizio di stupire senza mollare un solo centimetro su tutti i palloni della partita. Premiati, meritatamente, con un punto che ha nuovamente il sapore dell'impresa, conquistato recuperando lo svantaggio iniziale, perdendo anche Concas dopo pochi minuti del secondo tempo e poi gestendo senza grandi patemi quella che era pur sempre la quinta in classifica. Nessun dubbio sulla dedica di questo pareggio che vale quanto una vittoria. L'hanno fatta i tifosi carpigiani presenti al Biondi, con un striscione che recitava "Sangue, lacrime e gloria", ricordando il complesso musicale in cui suonava Matteo Pennella, ristoratore recentemente scomparso, conosciuto in città, col cuore diviso tra la sua Lucania, dove ha esportato i colori biancorossi, e Carpi, dove ha importato le specialità della terra natia. Era un frequentatore abituale del Cabassi, animatore del calcio amatoriale cittadino. In avvio, tra i padroni di casa Ferrario torna in mezzo alla difesa a fianco di Troest. Perno dell'attacco è Thiam. Contro il Carpi ha segnato 5 dei suoi 17 gol da professionista, con le maglie di Avellino, Sud Tirol e Lanciano. In casa biancorossa, mister Castori sceglie Mbaye come vice Porcari, mentre Pasciuti e Concas si piazzano sulle ali di un 4-3-3 che ha Inglese come riferimento centrale. La partita si apre con un brivido imprevisto legato all'impianto di illuminazione. Si parte con qualche luce spenta dopo un conciliabolo tra i capitani e l'arbitro. Gli ospiti tentano di tenere alti i ritmi, ma sono i padroni di casa a passare alla prima occasione. Al 12' il Carpi si fa sorprendere dallo schema su corner e lascia a Bacinovic il tempo e lo spazio per concludere dal limite dell'area, la deviazione di Letizia risulta decisiva e inganna Gabriel. I padroni di casa sfruttano l'entusiasmo e si fanno nuovamente pericolosi dopo pochi minuti con il cross di Piccolo da destra, ma L. Gatto non riesce ad imprimere forza e Gabriel rimedia. Scampato il pericolo, è il Carpi a prendere in mano la partita. Neutralizza il gioco del Lanciano facendo leva sul gran lavoro di Mbaye: davanti alla difesa prende in consegna Thiam quando arretra a dettare il passaggio ai compagni e toglie così un riferimento agli avversari. Bianco e Lollo, invece, sguazzano negli ampi spazi che Mammarella e compagni concedono ed Inglese entra bene nella manovra. Ciononostante, la squadra non riesce a trovare profondità arrendendosi sulla trequarti. Il pareggio arriva così nello stesso modo in cui era arrivato il vantaggio del Lanciano, ossia su corner: al 32' batte Pasciuti, Inglese la tocca e Gagliolo insacca di sinistro a due passi dalla porta. Non succede granché fino al break. Arrembante l'inizio di secondo tempo del Carpi, che pressa sin sul limite dell'area del Lanciano, arrivando un paio di volte alla conclusione dalla distanza. In mezzo un tentativo di L. Gatto. Al 12' ennesima tegola sulla squadra di Castori: Concas va in contrasto su Di Cecco, il movimento della gamba è innaturale, l'urlo lancinante. Il biancorosso esce dal campo senza appoggiare il piede. Al suo posto Massimiliano Gatto, che va a sinistra con Pasciuti a destra. La sfida in famiglia con Leonardo dura solo cinque minuti, tanto basta a D'Aversa per togliere il fratello e inserire Monachello. Ma la partita si è ormai fatta cattiva e spezzettata. Al 22' M. Gatto reclama un rigore, poi Bacinovic sfiora il sette da lontano e Letizia ci prova da posizione defilata. Al 46' attimi di paura per Monachello, colpito involontariamente da Gagliolo in uno scontro di gioco. Il frentano rimane a terra faticando nel respirare, poi si rialza e riguadagna il centro del campo.
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