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IL PUNTO

Vecchio e nuovo, la grande sfida del podismo

Nel bel mezzo delle abbuffate natalizie è arrivata forte e chiara la conferma di quanto il movimento podistico modenese sia in salute. Che i runners e gli aspiranti tali siano un popolo che va...

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Nel bel mezzo delle abbuffate natalizie è arrivata forte e chiara la conferma di quanto il movimento podistico modenese sia in salute. Che i runners e gli aspiranti tali siano un popolo che va riproducendosi secondo curve di crescita esponenziali è fenomeno noto. Un trend globale, cui hanno contribuito fattori sociali, rinnovata attenzione agli stili di vita, immediatezza di approccio, effetto moda e crescente interesse del marketing di settore. Il 2014 del running gialloblù ha i contorni di un puzzle complesso: l'affidabilità del collaudato coordinamento podistico e l'entusiasmo del nuovo che avanza. Bello soffermarsi sul successo del circuito di corsa campestre unitario, culminato con la festa al Parco Ferrari del Trofeo Cittadella, sulla conferma della seconda edizione del campionato modenese di podismo, celebrato al Baluardo della Cittadella, e sul gran finale del Circuito Ragazzi in Corsa UISP, con le premiazioni alla Dorando Pietri di Carpi. Allo stesso modo, richiedono inevitabili riflessioni le difficoltà incontrate dalla Maratona d'Italia e dalla CorriModena, mostri sacri della scena podistica modenese che il 2014 ha visto entrambi zoppicanti al traguardo. Nel mezzo, sorridono il Tour 5.30, le infrasettimanali estive che riempiono l'agenda modenese sette giorni su sette, le classiche primaverili ed autunnali e la linfa nuova portata dai trail in Appennino e dalle giovani competitive. Esultano i modenesi che inseguono traguardi in giro per il mondo, amatori e nuove speranze. A proposito di qualità. Pezzi che si intrecciano in maniera ora fluida ora con qualche attrito. Una sfida che non solo Modena si trova a fronteggiare: sulle sue sorti si giocherà l'efficienza del movimento podistico locale e nazionale. Vecchio e nuovo possono, anzi devono coesistere. Sarebbe miope prescindere dall'esperienza e dall'efficienza del coordinamento podistico storico. A lui, il compito di delineare la cornice e sostenere la struttura. Alla ventata che arriva dai giovani, l'onere di portare aria frizzante, nuove idee e formule organizzative brillanti. Servono coraggio ed umiltà da entrambe le parti. Nell'accettare di rinnovare senza la pretesa di sovvertire. Nell'intelligenza di apprezzare le diversità e non avere paura di convivere. Che la domenica mattina, chi cammina e chi indossa il pettorale ha lo stesso sacrosanto diritto di essere protagonista. Si può fare: San Donnino, 21/12 scorso, docet. La vera sfida starà nel garantire i giusti spazi e le opportune regole per non pestarsi i piedi a vicenda: poi ognuno scelga se chiacchierare o inseguire il personal best. E' questo il valore aggiunto. Dovranno averlo ben presente i rappresentati delle società modenesi, che lunedì 5 gennaio prossimo, saranno chiamati ad esprimere un voto di preferenza per i 4 componenti elettivi del nuovo coordinamento podistico (i restanti tre saranno rappresentanti di UISP, CSI ed AICS). Una formula nuova, che per la prima volta prevede la parziale elettività di tale organo, finora garantita dallo status quo. Anche questa è qualità. Buon 2015 ai modenesi di corsa. (f.f.)

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