Castori, fuga dall’Ucraina prima del miracolo Carpi
A febbraio, alla vigilia della guerra, il tecnico stava per firmare col Metalurg Ora sogna la A e scherza: «Bisognerà fissare un premio per la promozione...»
Dal derby di Donetsk a quello col Modena. Dalla massima categoria ucraina, alla serie B italiana. Dallo stadio Šachtar e i suoi 30mila posti, al Cabassi di Carpi che da poco ha toccato quota 4mila. E soprattutto da una buona metà classifica ad un primo posto davvero incredibile oltre che meritato. Tutto questo non è stato ed è stato l’anno di Fabrizio Castori. Sì perché, come rivelato da lui stesso alla Gazzetta dello Sport, nel febbraio scorso il vulcanico mister marchigiano si era recato in Ucraina dove era pronto un faraonico contratto per allenare il Metalurg. Si sarebbe trovato così alla guida della seconda squadra della città di Donetsk dove ad appassionare i tifosi è ovviamente il più quotato Shakhtar del mitico Mircea Lucescu.
«A inizio 2014, era il mese di febbraio, sono stato per tre giorni in Ucraina - le parole di Castori - dove il Metalurg mi offriva un sacco di soldi. Poi è scoppiata la guerra e la trattativa è saltata, ma va bene così».
E va bene così anche per i tifosi biancorossi che, per un intero girone di andata, hanno visto cose incredibili. 43 punti e +9 su Bologna e Frosinone sono il frutto di un Carpi “castorizzato” al cento per cento. Il mister continua poi la sua chiacchierata svelando altre chicche: «Si dice che il mio stipendio sia inferiore ai 50mila euro? Ai soldi ho sempre dato poca importanza. Qui a Carpi sono venuto perché mi sono sentito stimato. Inoltre con il premio salvezza guadagnerò più di 50mila euro».
Poi Castori scherza: «Ora, però, bisognerà mettersi a parlare del premio promozione (ride, ndr)». Non si allarmi il diesse Giuntoli per il quale il tecnico spende parole al miele: «Con la dirigenza c’è un rapporto speciale. In estate a Cristiano ho solo detto di non prendermi dei fighetti ma ragazzi con voglia di lavorare. Sono stato accontentato, il gruppo è davvero fantastico».
A proposito, ecco come il mister gestisce lo spogliatoio biancorosso, vera e propria arma in più di questa squadra: «Un tecnico deve essere convinto per essere convincente. Kelava mi ha detto: “In tribuna io non ci vado”. E il giorno dopo aveva le valige. Il resto della squadra ha capito e ora siamo primi». E il primato, Castori, se lo vuole godere sino in fondo: «Questa è la stagione più bella da quando faccio l’allenatore e voglio fare di tutto perché diventi indimenticabile».
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