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Milan-Sassuolo da libro cuore

di Paolo Seghedoni
Milan-Sassuolo da libro cuore

La fede rossonera di Squinzi e il suo pupillo Inzaghi, che voleva neroverde, gli ex e quel 4-3

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La sfida tra Milan e Sassuolo non è una sfida come le altre per il club neroverde e, mese dopo mese, riesce ad arricchirsi di curiosità ed intrecci capaci di renderla ancora più affascinante e speciale. Impossibile non partire da Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo, e dalla sua fede milanista, unita ad un’amicizia con Silvio Berlusconi che negli ultimi anni ha generato spesso voci relative ad un possibile ingresso in società di mister Mapei in caso di disimpegno da parte dell’ex presidente del Consiglio. Tutto sempre smentito, perché la serie A Squinzi ora se la gode con il suo Sassuolo, che proprio l’anno scorso al Milan giocò un brutto scherzo: 12 gennaio 2013, 4-3 per i neroverdi al Mapei Stadium nella loro prima, storica sfida in serie A contro i rossoneri, con poker di Berardi e soprattutto con conseguente esonero di Max Allegri da tecnico del Milan. Proprio il “Conte Max” che si presentava da grande ex della sfida. Domani al “Meazza” Squinzi sarà in tribuna e, notizia delle ultime ore, molto vicino a lui, se non accanto, ci sarà proprio Berlusconi, che ha fatto sapere di non voler mancare alla prima sfida del 2015 della sua squadra. Oggi guidata, tanto per restare in tema di intrecci curiosi, da quel Filippo Inzaghi che poco meno di 12 mesi fa - e poco più di un paio di settimane dopo quel clamoroso 4-3 in Sassuolo-Milan - Squinzi fece contattare per regalargli la prima esperienza da allenatore di serie A alla guida dei neroverdi al posto dell’esonerato Di Francesco. Tutto sfumò, perché il Milan vedeva già in Inzaghi il tecnico del futuro, Di Francesco venne presto richiamato dopo la parentesi Malesani e così domani, un anno dopo, Milan-Sassuolo sarà proprio Inzaghi contro Di Francesco.

E veniamo ai giocatori. Probabilmente non è sbagliato dire che, in questo momento sono, idealmente, tra i pochi giocatori che Conte metterebbe in ballottaggio per la partecipazione a una grande competizione. Rispettivamente per la difesa e il centrocampo. E, tra l'altro, sono i due ex della sfida del giorno dell'Epifania a San Siro. Francesco Acerbi oggi vestito di neroverde, ha avuto unoccasione che non ha saputo sfruttare con il Milan, Andrea Poli, invece, con la maglia del Sassuolo ha giocato la sua prima stagione con i 'grandi' (ai tempi di Mandorlini e della prima serie cadetta della storia della società) e ha fatto vedere di avere quelle doti che lo hanno portato prima alla Sampdoria, poi nelle due sponde di Milano. Eppure... Eppure entrambi i giocatori hanno qualche rimpianto e (forse) qualche opportunità importante ancora da giocare. Da una parte il difensore centrale che sta vivendo la miglior stagione della sua carriera, che gli è valsa la convocazione in azzurro e che sta facendo muovere club importanti nonostante il secco 'no' opposto dal Sassuolo che per averlo gli sottopose un contratto quinquennale; dall'altra il centrocampista a disposizione di Inzaghi che, nonostante alti e bassi, ha pur sempre 25 anni e una vita (calcistica) davanti. A margine della 'Partita della Stella' Acerbi, che era testimonial di quella manifestazione a proposito del Milan, e del sul trascorso rossonero, ha dichiarato: “Non ho saputo sfruttare quella occasione, la responsabilità è mia. È vero che fu una stagione particolare, ma non credo sia il caso cercare alibi”. Parole di un giocatore maturo, quello che Acerbi è sicuramente già e che Poli vorrebbe diventare, crescendo ancora per confermare le premesse che aveva posto qualche stagione fa. Una partita non banale, quella di domani, per il difensore neroverde e il centrocampista rossonero, entrambi alla ricerca della definitiva consacrazione. Domani sarà difficile vedere in campo Michael Agazzi, terzo portiere del Milan e protagonista in neroverde con 20 presenze in C1 nella stagione 2006/2007: per lui sicuro un posto in panchina.

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