È sempre Lorenzetti l’uomo del destino
Il tecnico urla la sua gioia: «Per Modena, per Modena»
BOLOGNA. «Per Modena, Modena, Modena!»: questo è il grido e la dedica di Angelo Lorenzetti. Sabato al temine della semifinale con Perugia, il tecnico dei gialli aveva sfogato la sua gioia in curva assieme ai tifosi; ieri invece sugli spalti non c’è nemmeno arrivato, sono stati i sostenitori canarini a travolgerlo sul parquet bolognese. Qualcuno di questi gira “perso” su quel campo che ha appena visto Modena trionfare e, con maglietta e sciarpa d’ordinanza, ripete: “Questa è la vittoria di Lorenzetti”. L’empatia tra “Il pubblico di Modena”, come lo definirebbe Antoine”, e l’allenatore marchigiano si percepisce anche da questo e la dedica di sopra non arriva per caso.
Si riparte dunque dal quel «Modena, Modena, Modena!» e si continua con l’analisi della partita. Partita che ha sempre visto Bruno e compagni padroni della situazione, anche quando Trento ha provato a rifarsi sotto vincendo il terzo set: «La perfezione non esiste – dice Lorenzetti – ma questi ragazzi sono stati davvero eccezionali. Il risultato è meritato e voluto fortemente da tutto l’ambiente».
Una piccola rivincita su Trento che in campionato, agli inizi di dicembre, aveva strapazzato Modena con un 3-0 senza diritto di replica: «Credo che in queste due partite non si siano visti i veri valori delle squadre. Loro non sono tanto superiori a noi come emerso a Trento e noi non siamo tanto superiori a loro come si è visto in alcuni frangenti di questa partita. Comunque i ragazzi sono stati bravi e il merito di questa vittoria è tutto loro». Da tenere d’occhio non solo il temibile avversario, ma anche un certo nervosismo che l’ha fatta da padrone da una parte e dall’altra della rete: «Ho parlato alla squadra, bisognava mantenere la calma».
Il culmine della “rabbia” modenese è nel cartellino rosso rimediato da N’Gapeth: «Earvin non voleva offendere l’arbitro con quell’applauso, ma comunque capisco e rispetto la decisione del direttore di gara. Questa comunque resta solamente una parentesi della partita, Modena ha saputo gestire al meglio ogni situazione anche le più difficili». E così, 17 anni dopo, la Coppa Italia torna all’ombra della Ghirlandina: «Ci ho sempre creduto anche se sapevo che non sarebbe stato facile, dovevamo vedercela contro una corazzata che ci avrebbe dato del filo da torcere. Così è stato, ma Modena ha fatto vedere quanto vale e credo che nei due giorni sia stata la squadra migliore». E ora? Archiviata la Coppa? «Il mio sogno è portare questa squadra in Champions…».
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