La grande festa degli oltre 1000 tifosi gialloblù
La Marsigliese, poi le continue magie di Re Sole N’Gapeth infiammano la Curva
BOLOGNA. Splende come il sole, il rotondo PalaDozza, e illumina di un giallo quasi abbagliante grazie a raggi speciali, giocatori e tifosi di Modena. Giallo più che mai e come non mai, il sole del PalaDozza, capace di emanare un calore che travolge l’Italia intera e va a scaldare prima di tutto la città più vicina e più festosa in una fredda domenica di gennaio, spazzando via la nebbia e disegnando la via trionfale per un rientro da eroi. Re Sole non può che essere un francese, Earvin N’Gapeth: non ha capelli ricci e fluenti come quelli di Luigi XIV ma una chioma stravagante, tinta giustappunto di giallo. È lui l’uomo partita in tutti i sensi, decisivo in campo nel bene e nel male, trascinatore assoluto di compagni e pubblico. Un’ulteriore nota poetica in una giornata così significativa per la Francia, ricordata anche al PalaDozza con l’esecuzione della Marsigliese prima dell’Inno di Mameli. Poi ci sono loro, gli straordinari tifosi. “Dieci, nove, otto… Fino alla fine avanti gialli”: il classico countdown e il coro che ormai tutta Italia conosce guidano la squadra in campo. Un’ora e mezza ad incitare la squadra, per poi liberare un urlo di gioia idealmente lungo 17 anni, tanto quanto la Coppa Italia mancava alla sua regina assoluta. Oltre mille cuori gialloblù, una macchia gialla capace di illuminare il palazzo ed oscurare il tifo trentino, pur vestito di giallo. Se l’erano sudato, il biglietto per la finale, bruciando tutti quelli a loro disposizione in un’ora di prevendita sabato notte. Ora lo incorniceranno, insieme a tutte le emozioni provate in un magico pomeriggio bolognese.
Marco Costanzini
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