Panini, Gibertini, Barone e Grani: «È la Coppa di Catia»
Antonio Panini ha fatto parte della “Cordata dei Campioni” da cui tutto ebbe origine: «Credo che tutti abbiano fatto la loro parte da un anno e mezzo a questa parte, ero a Bologna, non si poteva non...
Antonio Panini ha fatto parte della “Cordata dei Campioni” da cui tutto ebbe origine: «Credo che tutti abbiano fatto la loro parte da un anno e mezzo a questa parte, ero a Bologna, non si poteva non esserci, volete che vi dica come mi sento? Godo come un opossum, è stato meraviglioso. Oggi possiamo dire che “Modena è tornata”, adesso è un dato di fatto».
«Voglio sottolineare che questa è la Coppa Italia di Catia Pedrini: a lei va il merito di quello che abbiamo vissuto a Bologna, è una persona caparbia, decisa, che non si arrende davanti alle difficoltà. E con lei mi piace citare Dino Piacentini, lui c’era con noi all’inizio di tutto e lui è stato ed è una spalla fondamentale per Catia».
«In un momento come quello che abbiamo vissuto non si deve dimenticare Antonio Barone, di lui si è parlato poco ultimamente, ma lui ha una grande importanza nella pallavolo di Modena, la sua presenza si avverte, credetemi. In campo credo invece che sia stata la coppa di Angelo Lorenzetti, sì questo trofeo è anche di Angelo, lui e Catia hanno costruito il successo».
«L’ultima cosa che voglio dire è che questo è un gruppo magico che spero possa arrivare anche allo scudetto e aprire un ciclo. Magari sulle ali dell’entusiasmo riusciremo anche a trovare finalmente una soluzione e una collocazione per il Museo del Volley di cui iniziammo a parlare nel gennaio 2009».
Gino Gibertini, da ex presidente, inizia con una analisi commerciale: «In un momento in cui manca ancora un main sponsor una vittoria del genere vale oro. Alla gente piace partecipare, piace lo sport, ma piace soprattutto se gli offri un prodotto vincente. In questo senso dopo la visibilità avuta e aver conquistato il trofeo, questa final four di Coppa Italia è arrivata al momento giusto. Mi auguro che finalmente qualcosa si muova e che la società trovi un partner importante, perché Catia Pedrini lo merita. Sono contento per lei che abbia vinto questo trofeo».
Poi l’aspetto sportivo, da ex schiacciatore: «Giornata bellissima, con tanto di lieto fine, successo meritatissimo. La partita contro Macerata non era stata bellissima, quella contro Trento ci ha fatto vedere una squadra che sarebbe piaciuta tanto a Velasco perché sta bene in campo e difende moltissimo. La chiave di queste due giornate è stata la battuta: non se ne possono sbagliare più di 5 a set, altrimenti finisci per perderlo, i break importanti sono arrivati sui servizi flot, devi costringere gli avversari a giocare, non regalare loro il punto sparando a tutto braccio».
Scudetto: questo si aspetta ora la gente di Modena.
«Mi spiace, io sono scaramantico, non pronunciate mai con me quella parola, porta sfortuna. Mi ricordo bene del 1985 contro la Mapier ... ».
Antonio Barone sintetizza così l’impresa di Bologna: «Io dico solo questo, è una bella soddisfazione, non voglio aggiungere altro se non che vincere un trofeo del genere al primo anno della Catia da presidentessa è un grande risultato e una grande gioia».
«Gestire una società così importante senza un main sponsor non è uno scherzo, io auguro a Catia che questa Coppa Italia possa smuovere qualcosa, Modena merita di stare dove è salita domenica, cioè in alto. Lo scudetto? Calma, ci sono anche gli altri, Trento e Lube hanno dimostrato di essere competitive. Non sarà facile, ma aver vinto la Coppa Italia servirà ai nostri giocatori più giovani come base di esperienza fondamentale per il futuro».
Giuliano Grani è un altro che alla Modena del Volley ha dedicato passione e anni di sacrifici: «Ero in tribuna a Bologna, sono andato perché sentivo che Modena per la prima volta negli ultimi anni avrebbe giocato da favorita e sono contento di non essermi sbagliato. La Coppa Italia è una manifestazione che a me è sempre piaciuta in modo particolare per la formula che ha, si assegna in un week end e con le quattro migliori squadre d’Italia, sono non felice, ma stra-felice che sia arrivato questo successo, per Catia Pedrini che sta impegnandosi tanto nel volley, spero che una soddisfazione del genere le dia lo slancio necessario per continuare. Questa vittoria mi fa sentire ancora più orgoglioso dei sette anni in cui noi siamo stati in prima linea. La squadra di quest’anno mi piace molto, perché è costruita intorno ad un giocatore, Bruninho, che è il migliore al mondo nel suo ruolo e che tra l’altro portammo per primi in Italia noi nel 2011. Oltre a lui devo dire che tutti sono al posto giusto, un bravo allenatore, uno staff efficace, ci sono tutte le basi per puntare anche allo scudetto». (f.r.)
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