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Boninfante, il filosofo «Meno gioco, meglio è»

Boninfante, il filosofo «Meno gioco, meglio è»

Modena Volley. Il regista: «Gregario? È il mio ruolo quest’anno Contro Padova, però, io e Casadei siamo stati proprio bravi ... »

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Dopo il completamento della seconda giornata di ritorno del campionato di SuperLega, Modena Volley rimane al seconda posto della classifica. Non perde colpi la Diatec Trentino che raggiunge la squadra gialloblù a quota 36 punti, anche se si merita la vetta per il maggior numero di vittorie, dopo aver superato per 3-1 la Sir Safety Perugia grazie alle grandi prestazioni di di Nemec e Lanza. Modena proverà ad attaccare il primato della squadra trentina la prossima giornata, quando Bruninho e compagni saranno di scena al Pala Iper contro la Vero Volley Monza.

Tornando alla gara contro Padova, vinta 3-0 da Modena Volley, sono risultati decisivi i cambi attuati da coach Lorenzetti, che prima ha inserito la diagonale Boninfante-Casadei e, poi, ha gettato nella mischia Andrea Sala. Proprio Dante Boninfante ci racconta le emozioni della partita giocata sabato in anticipo.

«Padova è una squadra che gioca veramente bene – spiega il palleggiatore di Battipaglia - riescono sempre a tirare fuori il massimo delle loro potenzialità. Noi venivamo da una settimana di festeggiamenti dopo la grande vittoria in Coppa Italia e non è mai facile ripartire. La final four ci ha tolto tante energie mentali e sapevamo che per avere la meglio di una squadra come Padova dovevamo impegnarci al massimo. Siamo stati molto bravi secondo me, perché altre squadre avrebbero potuto lasciare dei punti per strada in situazioni come queste».

Boninfante scherza poi sul suo ruolo da gregario.

«Io sono a Modena per questo, per giocare quando c'è bisogno. Oltre che ad alzare il livello dell'allenamento e aiutare Bruno durante le partite, consigliandoli qualche situazione tattica che vedo dalla panchina. Ma contro Padova io e Casadei siamo stati bravi a rimettere in piedi un set che stava andando male. Sono molto contento di poter dare una mano. Comunque noi “panchinari” meno giochiamo e meglio è, perché vuol dire che la squadra sta andando bene e non c'è bisogno di cambiare qualcosa». (f.c.)

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